Soccorso con fuga nel Mediterraneo

Sea Watch soccorre 37 migranti ma poi è costretta ad allontanarsi rapidamente dal punto di salvataggio insieme al vascello Astral di Proactiva Open Arms. Ieri un’altra imbarcazione è stata recuperata dai libici che hanno riportato a terra i migranti. Siparietto tra UE e Sea Watch su Twitter

In copertina: Pattugliatore della Guardia Costiera libica, già della Guardia di Finanza italiana

Questa mattina la nave da soccorso umanitario Sea Watch 3 ha soccorso 37 migranti a circa 15 miglia dalla costa della Libia. L’operazione è avvenuta appena schiarite le condizioni meteo nel Mediterraneo centrale, quando il velivolo Moonbird, della stessa Ong tedesca Sea Watch, prendeva nuovamente il volo dopo una settimana e mezzo di fermo. I soccorritori hanno preso a bordo le 37 persone soccorse quindici miglia nord di Sabratha, ma dalle prime sommarie informazioni sembra che si sia verificato l’ennesimo problema di ingaggio con la sedicente Guardia Costiera libica.

Moonbird, il velivolo da avvistamento di Sea Watch

Sul punto era presente anche il vascello Astral della Ong catalana Proactiva Open Arms. Entrambe le imbarcazioni da soccorso umanitario hanno infatti rivolto la prua a nord appena dopo aver terminato il soccorso, dirigendosi insieme e rabidamente lontano dalla Libia. Ieri la Sea Watch 3 aveva documentato un intervento dei libici su una imbarcazione carica di migranti che stava tentando di lasciare la Libia. Un pattugliatore è sopraggiunto fermando il gommone e riprendendo i migranti, costretti a salire a bordo della potente imbarcazione fornita dall’Italia e precedentemente in forze alla Guardia di Finanza. Oggi, pare che il pattugliatore abbia preso di mira le imbarcazioni delle due Ong che in questo momento, appaiati in navigazione, stanno mettendo miglia su miglia alle loro spalle tentando di avvicinarsi quanto più possibile ad una zona di Mediterraneo sicura.

Siparietto tra Sea Watch e l’Unione europea a colpi di tweet. L’account ufficiale dell’Unione aveva twittato che “L’Unione europea è basata sulla democrazia, sullo stato di diritto e sui diritti umani”. A questa affermazione ha replicato dal proprio account Twitter la Ong tedesca Sea Watch: “Lei ha dimenticato di dire che l’UE nega quei diritti a quelli senza passaporto europeo. Proprio ieri abbiamo assistito ad un altro ritiro in Libia sotto la supervisione dell’Unione europea. Quelle persone probabilmente subiscono detenzione illegale e tortura”

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