Aldo Moro: comunicato numero 5

Il comunicato numero cinque delle Br, annunciato con una telefonata alla redazione milanese di Repubblica e trovato il pomeriggio del 10 aprile in un cestino dei rifiuti in via Palestro. Nella busta arancione ci sono anche fotocopie di una lettera autografa di Moro a Taviani. Buste identiche sono trovate anche a Roma, Torino e Genova

In copertina: uno dei comunicati inviati dalle Brigate Rosse durante il processo all'onorevole Aldo Moro

di Roberto Greco

Il comunicato numero cinque delle Br, annunciato con una telefonata alla redazione milanese di Repubblica e trovato il pomeriggio del 10 aprile in un cestino dei rifiuti in via Palestro a Milano. Nella busta arancione ci sono anche fotocopie di una lettera autografa di Moro a Taviani. Buste identiche sono trovate anche a Roma, Torino e Genova.

Il comunicato delle BR:

L’ interrogatorio del prigioniero prosegue e, come abbiamo gia’ detto, ci aiuta validamente a chiarire le linee antiproletarie, le trame sanguinarie e terroristiche che si sono dipanate nel nostro Paese (che Moro ha sempre coperto), ad individuare con esattezza le responsabilita’ dei vari boss democristiani, le loro complicita’, i loro protettori internazionali, gli equilibri di potere che sono stati alla base di trent’anni di regime DC, e quelli che dovranno stare a sostegno della ristrutturazione dello SIM. L’ informazione e la memorla di Aldo Moro non fanno certo difetto ora che deve rispondere davanti a un tribunale del popolo. Mentre confermiamo che tutto verra’ reso noto al popolo e al movimento rivoluzionario che sapra’ utilizzarlo opportunamente, anticipiamo tra le dichiarazioni che il prigioniero Moro sta facendo, quella imparziale ed incompleta, che riguarda il teppista di Stato Emilio Taviani. Non vogliamo fare nessun commento a cio’ che Moro scrive perche’, pur nel contorto linguaggio moroteo che quando afferma delle certezze assume la forma di “velate allusioni”, esprime con chiarezza il suo punto di vista su cio’ che riguarda Taviani, i suoi giochi di potere nella DC, e le trame in cui e’ implicato.

Ma anche la nostra memoria non fa difetto, ricordiamo il teppista Taviani e la sua cricca genovese con in testa il “fu” Coco, Sossi, Castellano, Catalano montare pezzo per pezzo il processo di regime contro il gruppo rivoluzionario XXII Ottobre, distribuire ai comunisti combattenti secoli di galera che nella sua ottusita’ controrivoluzionaria avrebbe dovuto essere una tremenda lezione per il proletariato genovese, togliergli ogni speranza e possibilita’ di lottare per il Comunismo. Le cose non sono andate cosi’ e questo pupazzo manovrato, finanziato, protetto da vari padroni americani sappia che ogni cosa ha un prezzo e che prima o poi anche a lui tocchera’ pagarlo.  
Nonostante quanto gia’ abbiamo detto nei precedenti comunicati, gli organi di stampa del regime continuano la loro campagna di mistificazione, volendo far credere l’esistenza di “trattative segrete” o di misteriosi “patteggiamenti”; riteniamo necessario ribadire che questo e’ cio’ che vorrebbe il REGIME, mentre la posizione della nostra Organizzazione e’ sempre stata e rimane: NESSUNA TRATTATIVA SEGRETA. NIENTE DEVE ESSERE NASCOSTO AL POPOLO!  
Compagni, lo SIM, incapace di dare una risposta politica al processo contro il regime in atto nel Paese da parte delle forze rivoluzionarie, ha risposto con l’unica arma che gli rimaneva: la forza bruta del suo apparato militare. Con la collaborazione attiva dei berlingueriani, ha dichiarato la guerra controrivoluzionaria a tutto il proletariato metropolitano.

L’attacco che lo Stato ha sferrato nelle ultime settimane con perquisizioni, fermi e arresti indiscriminati, tende infatti a colpire non piu’ solo le avanguardie che praticano la lotta armata, ma l’intero movimento di classe. Nonostante questo attacco repressivo, al quale dobbiamo aggiungere l’opera sempre piu’ scoperta di polizia antiproletaria, delatori e spie del regime da parte dei revisionisti del PCI, e’ cresciuta nelle fabbriche l’opposizione operaia allo SIM e alla politica collaborazionista dei berlingueriani e, nel contempo, e’ continuata l’iniziativa del MRPO e delle Organizzazioni rivoluzionarie contro i covi e gli uomini della DC, della Confindustria, dell’apparato militare, approfondendo e dando risalto al processo contro il regime. Per questo oggi piu’ che mai, non bisogna spaventarsi dalla ferocia repressiva dello Stato e tanto meno fermarsi a contemplare i successi dell’iniziativa rivoluzionaria, ma bisogna mobilitarsi, a estendere e approfondire l’iniziativa armata contro i centri politici, economici, militari dello SIM, concentrare l’attacco sulle strutture e gli uomini che ne sono i fondamentali portatori, disarticolare a tutti i livelli i progetti delle multinazionali imperialiste. Ma se e’ necessario sviluppare l’iniziativa armata, e’ altresi’ fondamentale ORGANIZZARSI ! E fondamentale realizzare quei salti politici e organizzativi che la guerra di classe impone costruire la direzione del MRPO, assumersi la responsabilita’ di guidarlo, costruire in sostanza il PARTITO COMUNISTA COMBATTENTE.

PORTARE L’ATTACCO ALLO STATO IMPERIALISTA DELLE MULTINAZIONALI. ESTENDERE ED INTENSIFICARE L’INIZIATIVA ARMATA CONTRO I CENTRI GLI UOMINI DELLA CONTRORIVOLUZIONE IMPERIALISTA.
UNIFICARE IL MOVIMENTO RIVOLUZIONARIO COSTRUENDO IL PARTITO COMUNISTA COMBATTENTE.

Per il comunismo
Brigate rosse

Pubblicato dai giornali italiani il 10 aprile 1978

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