Il figlio di Marco Biagi: “Provo disgusto per parole ex brigatisti e per chi dà loro spazio”

Nel giorno dell’anniversario dell’assassinio di Marco Biagi e delle scritte comparse sui muri dell’Università di Modena, arriva la dura critica del figlio Lorenzo a chi offre spazio agli ex brigatisti in Tv

In copertina: Lorenzo Biagi, figlio del giuslavorista Marco Biagi assassinato dalle Nuove Brigate Rosse il 19 marzo del 2002

“Provo disgusto per le parole degli ex brigatisti, dovrebbero tacere. E mi disgusta anche chi dà loro la possibilità di parlare nei salotti Tv”. È molto duro Lorenzo Biagi, figlio di Marco, il giuslavorista ucciso dalle BR nel 2002, di cui oggi ricorrono i 16 anni dal suo assassinio sotto casa a Bologna.
Lorenzo parla a margine della commemorazione di questa mattina, in piazzetta Biagi. “Sono state dette frasi fuori luogo e irrispettose – afferma il figlio del giuslavorista – provo un grande disgusto per le parole di Balzerani (“Quello della vittima è diventato un mestiere, ndr). Offende le vittime e noi che abbiamo sofferto. Ci dovrebbe essere più rispetto verso noi vittime, il monopolio della parola non dovrebbero averlo loro, che sono solo degli assassini. Dovrebbero tacere e basta”.

Allo stesso modo, critica Lorenzo Biagi, “mi disgusta chi dà loro la possibilità di parlare ed esprimersi nei salotti tv e alle presentazioni dei loro libri. Credo che anche questo sia molto grave”. Il figlio del giuslavorista dice di essere “una persona molto credente e per questo non provo odio, neanche verso gli assassini di mio padre. Ma non li perdono”.
Un perdono difficile da dare anche nei confronti di chi decise di togliere la scorta a Marco Biagi. “Lo Stato ha abbandonato mio padre- attacca Lorenzo- aveva la scorta fino a pochi mesi prima di essere ucciso e gli è stata tolta con una grande sottovalutazione. È molto grave”.

Anche per questo “è importante ricordare- insiste il figlio di Marco Biagi- la memoria è sempre utile perchè queste tragedie non accadano più. Non credo ci sia di nuovo un pericolo, adesso l’attenzione è ancora più alta di prima. Ma dobbiamo fare tutti uno sforzo perchè queste tragedie non succedano ancora”.
Lorenzo Biagi richiama infine l’eredità degli studi di suo padre, molto presente nella legislazione attuale. “Dal suo libro Bianco sono partite le riforme del lavoro di questi anni, l’ultimo è stato il Jobs Act. L’idea di mio padre era creare leggi per includere di più i giovani e le categorie svantaggiate – sottolinea Lorenzo – con la legge del 2003 questo è avvenuto, la disoccupazione è diminuita. Adesso ho un’idea nel complesso positiva”.

Andrea Sangermano – Agenzia DIRE
www.dire.it

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