Al teatro Biondo vanno in scena dieci storie per non dimenticare

In scena a Palermo, al Teatro Biondo, dal 6 all’8 marzo Dieci storie proprio così – Terzo atto. Lo spettacolo rappresenta soprattutto una ragionata provocazione contro quella rete mafiosa, trasversale e onnipresente, che vorrebbe vedere sconfitta la coscienza collettiva, la capacità di capire e reagire

In copertina: Il cast dello spettacolo "Dieci storie proprio così – Terzo atto" in scena

Torna al Biondo di Palermo Dieci storie proprio così – Terzo atto, lo spettacolo di Giulia Minoli scritto a quattro mani con Emanuela Giordano. Lo spettacolo è parte integrante di un progetto sperimentale di collaborazione tra teatri, istituti penitenziari, scuole e società civile, quello che viene definito Il palcoscenico della legalità. Lo spettacolo nasce grazie alle storie raccontate dai parenti delle vittime della mafia, dai volontari e da chi senza paura si attiva per creare alternative al degrado che produce la criminalità organizzata. Rispetto all’edizione precedente – e a questo si deve l’indicazione Terzo atto – lo spettacolo è stato arricchito di nuovi interventi musicali e narrativi, grazie alle nuove testimonianze raccolte, elaborate e messe in scena nella città in cui lo spettacolo è rappresentato.

Un momento dello spettacolo

Dieci storie proprio così – Terzo atto è il ritratto di un’Italia spesso ai margini della cronaca e lontana dai riflettori, ma che per fortuna esiste e continua a lottare. Da un’idea di Giulia Minoli, scritto con Emanuela Giordano, che cura anche la regia, lo spettacolo è una produzione realizzata attraverso la sinergia sviluppata tra Teatro di Roma – Teatro NazionaleTeatro Stabile di Napoli – Teatro NazionaleEmilia Romagna Teatro Fondazione – Teatro Nazionale, e il Centro di Produzione Teatrale della Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani Onlus in collaborazione con il Teatro Stabile di Torino, Teatro Nazionale e The Co2 Crisis Opportunity Onlus. Dieci storie proprio così nasce come opera-dibattito sulla legalità. Inizia il suo percorso nella stagione 2011 al Teatro di San Carlo di Napoli, nel 2016 vi sono confluite le storie di dolore e riscatto della Sicilia e del Lazio, allargandosi poi al tema dell’espansione delle mafie all’estero e a Mafia Capitale, all’approfondimento dei legami tra ’ndrangheta calabrese, Lombardia e traffici internazionali. Dal 2017 si arricchisce della naturale collaborazione con l’Università degli Studi di Milano e in particolare con il Corso di Sociologia della Criminalità organizzata di Nando Dalla Chiesa, con il quale il Piccolo, attraverso l’Osservatorio sul presente svolge, da tre anni, un intenso lavoro di studio e riflessione sui temi della legalità.

Alessio Vassallo, nel cast dello spettacolo

Lo spettacolo rappresenta soprattutto una ragionata provocazione contro quella rete mafiosa, trasversale e onnipresente, che vorrebbe vedere sconfitta la coscienza collettiva, la capacità di capire e reagire. È lo svelamento dei complessi legami che s’intrecciano tra economia legale ed economia criminale, legami che uccidono il libero mercato e minacciano gravemente il nostro futuro. “Con questo Terzo atto – spiegano le autrici – vogliamo proiettarci in avanti, per capire come l’infiltrazione delle mafie, anche al Nord, stia cambiando il nostro Paese e il nostro destino”. Sul palco saliranno Daria D’Aloia, Vincenzo d’Amato, Tania Garribba, Valentina Minzoni, Alessio Vassallo, Tommaso Di Giulio  alle chitarre e Paolo Volpini alla batteria.

In scena a Palermo, al Teatro Biondo, dal 6 all’8 marzo. Prevendite abituali.

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