Elezioni, Martina (PD): “Per noi una sconfitta netta”. E sul web si parla di dimissioni

Oggi si pronuncerà il segretario del PD Matteo Renzi. Sulla rete, nei social, su Twitter la base formata anche da dirigenti e attivisti di primo piano un’idea se l’è fatta: È stato un tracollo

“Stiamo seguendo l’evoluzione dei risultati. Per noi si tratta di una sconfitta molto evidente chiara e netta. Stiamo seguendo l’evoluzione dei risultati collegio per collegio al Senato e poi alla Camera. È chiaro che si profila per noi un dato al di sotto dell’aspettativa. Le valutazioni più compiute alla luce dei dati definitivi le farà poi il segretario domani mattina o in giornata. Ribadiamo che si tratta di un risultato per noi molto chiaro nella sua negatività. Per qualsiasi altra valutazione rimandiamo alla giornata di domani”. Lo ha detto il vicesegretario del Pd Maurizio Martina, commentando i dati elettorali nella sala stampa della sede del Partito Democratico al Nazareno. Con lui in sala stampa anche Matteo Orfini e Lorenzo Guerini.

Il PD ufficiale attende di avere i dati definitivi per esprimere un giudizio sui risultati elettorali. Ma sulla rete, nei social, su Twitter la base, formata anche da dirigenti e attivisti di primo piano, un’idea se l’è fatta. È stato un tracollo. Cristiana Alicata, dirigente e attivista dei diritti lgbt, ricorda a chi prova a edulcorare l’esito del voto che il Pd era formato da “quelli che sapevano perdere e chiamare i numeri coi loro numeri”. Aurelio Mancuso rincara: “Non è un tracollo, è una disfatta”, dice l’ex presidente dell’Arcigay. L’economista Massimo D’Antoni ironizza: “Non so cosa deciderà di fare il segretario, ma intanto dal Pd si sono dimessi gli elettori”, dice.

Netto il commento di Mario Calabresi, direttore di Repubblica: “Il partito democratico è lo sconfitto di queste elezioni. Non mi stupirei se domani Renzi si dimettesse”, dice. Il centro destra, osserva Calabresi, “arriva più vicino alla maggioranza come coalizione ma senza raggiungerla. Ed è difficile immaginare che possa andare a cercare altri voti. Quello che possiamo immaginarci è un percorso di scomposizione dove resta il partito più forte, il Movimento 5 Stelle, che dovrà trovare un alleato di governo”.

Agenzia DIRE
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