Eni rinuncia dopo minaccia di speronamento turca

La nave dell’ENI dirige sul Marocco dopo la minaccia di speronamento ricevuta ieri dalle navi militari turche. Il tentativo di aggirare l’ostacolo aveva prodotto la reazione delle navi di Erdogan disposte all’attacco

In copertina: La Saipem 12000 dell'Eni bloccata al largo di Cipro da navi militari turche

La Saipem 12000 dell’Eni rinuncia all’area di trivellazione concessa dal governo cipriota di Nicosia. Ieri la nave da installazione della piattaforma di trivellazione aveva tentato di aggirare il blocco militare a circa 30 miglia da Cipro ma le navi della Turchia avevano manovrato minacciando lo speronamento. Oggi il dietro front dell’Eni che ha ordinato al comandante della Saipem 12000 di dirigere in Marocco. La Turchia rivendica diritti in quell’area del Mediterraneo, malgrado i distretti siano ufficialmente di diritto del governo cipriota di Nicosia e non di quello turco – non riconosciuto – della stessa isola. La nave dell’Eni era stata bloccata da forza militare turca due settimane fa. Si era creato uno stallo al largo di Cipro e la lunga forzatura militare di Recep Tayyip Erdogan ha avuto la meglio in mare. Adesso la questione passa alla diplomazia, ma l’Unione Europea non ha manifestato fino ad oggi grande forza di pressione verso la Turchia per risolvere la vicenda. L’Eni aveva scoperto un ricco giacimento di gas nell’area per la quale aveva ottenuto concessione da Cipro.

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