Via Prati di Papa, 14 febbraio 1987

Gli agenti di Polizia Rolando Lanari e Giuseppe Scraviglieri morirono sotto i colpi dei brigatisti durante l’assalto al portavalori di 31 anni fa. Il colpo fruttò ben oltre il miliardo di lire

In copertina: Gli agenti Rolando Lanari e Giuseppe Scraviglieri e sullo sfondo la Giulietta perforata dai colpi dei brigatisti

Era il 1987 e le Brigate Rosse erano ancora decisamente attive sul territorio nazionale. Attive e bisognose di finanziamento per la loro lotta armata. Il 14 febbraio del 1987 continuavano infatti a mietere vittime sotto il vessillo della loro causa, sempre meno nobile e sempre più cosparsa di sangue. Un quarto alle nove, due auto, tra cui una Giulietta della Alfa Romeo in tutto simile a quella in forze alla Polizia di Stato e con tanto di lampeggiante, assalì un furgone portavalori scortato da una Giulietta della Polizia nei pressi dell’ufficio postale di via Prati di Papa a Roma. Il portavalori aveva appena depositato liquidi destinati ai pagamenti giornalieri dello sportello di Poste Italiane e si dirigeva verso la sua successiva fermata carico di contanti. Nove brigatisti a bordo delle due auto hanno chiuso la strada del portavalori e della scorta composta da tre agenti e hanno aperto il fuoco. Gli agenti Rolando Lanari e Giuseppe Scraviglieri, rispettivamente di 26 e 23 anni, muoiono sotto la raffica di colpi che li raggiunge senza lasciargli scampo. Il terzo agente, il 29enne Pasquale Parente, rimane gravemente ferito ma riesce a sopravvivere ai due colleghi. Il colpo frutta un miliardo e 150 milioni di lire ai brigatisti. L’assalto venne rivendicato mediante telefonata al quotidiano La Repubblica dal Partito Comunista Combattente, costola armata delle Brigate Rosse, ma la modalità dell’azione e l’enorme quantitativo di denaro sottratto lasciarono profondi dubbi sulla causa politica. I nove terroristi, a colpo compiuto, prima di far perdere le proprie tracce spararono raffiche di mitragliatrice sugli edifici circostanti per intimidire i residenti ed impedirgli di vedere, e testimoniare, la direzione presa dalle due auto in fuga. Ad attirare l’attenzione sugli edifici circostanti era stata una signora che si era affacciata per vedere cosa stesse accadendo. Ne rimediò ferite da schegge per i colpi che non la raggiunsero ma si schiantarono nelle sue immediate vicinanze. Ai due agenti caduti, i cui funerali di Stato si celebrarono il 17 febbraio, vennero riconosciute le medaglie d’argento dall’allora presidente della Repubblica e fu intitolata una piazza della capitale. L’episodio viene dimenticato per coincidenza con l’anniversario della più nota “strage di San Valentino” americana del 1929.

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