Lampedusa e Asante unite nello sport

Due squadre simbolo del disagio si sono sfidate per la prima volta in un campionato ufficiale a Palermo. GSD Lampedusa ha battuto la squadra dei ragazzi migranti della Asante Calcio e adesso la attende sull’isola il 6 maggio per il ritorno. Nessun evento straordinario in una sfida unicamente sportiva

In copertina: Il GSD Lampedusa e l'Asante Calcio prima della partita

Due realtà che si conoscono, almeno moralmente, e si incontrano nello sport. Sono l’Asante Calcio e il GSD Lampedusa, due squadre che giocano in terza categoria e che sabato si sono sfidate sul campo di Fincantieri a Palermo, nel girone in cui sono iscritte. L’Asante Calcio è nata poco prima che iniziasse questo campionato da un gruppo di migranti non accompagnati sbarcati in Sicilia ed affidati ai centri di accoglienza per minori Azad ed Elom. Entrambe le strutture sono gestite dall’Associazione Asante Onlus, che ha dato il nome alla squadra creata con i ragazzi che adesso giocano insieme per sport, per divertimento ma anche con delle prospettive. Il campo in qui si allenano è quel Louis Ribolla in cui ha sede la scuola calcio per bambini di un “eroe” nazionale: quel Totò Schillaci che fece sognare l’Italia ai Mondiali del 1990 insieme a Roberto Baggio.

L’ingresso in campo delle due squadre (clicca sulla foto per ingrandire)
I giovani della Asante Calcio sono partiti dall’Africa, come i migranti che sbarcano quasi quotidianamente in Sicilia e per anni sono sbarcati anche da Lampedusa. L’intervento delle grosse navi da soccorso in mare ha portato Lampedusa fuori rotta, ma non del tutto. Sul vecchio polveroso campo da calcio dell’isola hanno giocato molti dei ragazzi che sostavano al centro di prima accoglienza. Spesso nascevano spontanee partitelle con i ragazzi di Lampedusa. Li univa estemporaneamente e magicamente il pallone. Un tiro io, un tiro tu, e dopo un po’ iniziava una partita in cui le due squadre dimenticavano il motivo per cui si trovavano li ed anche il colore della pelle. Giocavano con passione agonistica, ma senza pregiudizi.

Il GSD Lampedusa è la squadra dell’isola che in questo momento, malgrado tutte le difficoltà che può avere chi gioca metà del campionato in costosissima trasferta aerea, sta risalendo la classifica con sacrifici e motivazione. Le due squadre, quella dell’isola che un tempo fu “degli sbarchi” e dell’accoglienza e da cui transitavano anni addietro anche oltre l’80% dei migranti soccorsi nel Mediterraneo, e quella dei ragazzi migranti cresciuti dall’Associazione Asante si sono incontrate e scontrate ieri a Palermo. Lo spettacolo della partita non è stata la particolarità delle due squadre ma la normalità sportiva con cui esse hanno giocato. “L’unica cosa a cui pensavamo andando a giocare era la forza e la preparazione atletica dei ragazzi della Asante, per il resto era una squadra avversaria come le altre”, racconta Massimo Tuccio, uno degli allenatori del Lampedusa. In effetti, la stessa GSD Lampedusa ha notato la forza fisica ma anche il talento di alcuni giocatori. “Tra loro ce ne sono due o tre che hanno davvero una bella tecnica calcistica”, conferma il mister Tuccio. Probabilmente gli stessi che starà tenendo d’occhio Totò Schillaci. La partita però si è conclusa 3-0 per il Lampedusa, che dalla sua vanta un team affiatato ed una buona squadra di giocatori e di allenatori. Il 6 maggio l’Asante giocherà a Lampedusa la partita di ritorno. “Speriamo di poter giocare nel nuovo campo”, conclude Massimo Tuccio. Sarebbe sicuramente un bell’evento sportivo, ma anche culturale.

Giovani migranti giocano nel vecchio campo da calcio di Lampedusa (Foto di repertorio)

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