Protesta pacifica dei migranti a Lampedusa

Circa quaranta ragazzi tunisini stanno protestando con un pacifico sit-in davanti la chiesa dell’isola. Nessuno stato di agitazione ma gli harragas non sembrano intenzionati a seguire i mediatori nell’Hotspot

Circa quaranta migranti nordafricani, nella quasi totalità di nazionalità tunisina, hanno dato il via ad una pacifica manifestazione di protesta per i tempi di trasferimento dall’isola e contro i rimpatri diretti. Attualmente è in corso una mediazione da parte delle forze dell’ordine che stanno provando, come sempre accade, a convincerli a rientrare al Centro di Contrada Imbriacole. I’Hotspot era stato parzialmente sfollato nei giorni scorsi con alcuni trasferimenti, prima dell’arrivo del garante Mauro Palma. Fino a pochi giorni prima, nella struttura erano presenti oltre duecento migranti ed alcuni già da settimane. I giovani migranti hanno quale punto di riferimento la piazza della parrocchia San Gerlando, dove trovano un wifi per connettersi ad internet tramite smartphone ed utilizzare applicazioni per la messagistica con cui contattare anche le famiglie. Non è in corso alcuno stato di agitazione, ma gli harragas manifestano fermezza e non pare intendano lasciarsi convincere dai mediatori. Gli ultimi episodi analoghi risalgono ad oltre una anno addietro, quando a protestare erano invece eritrei che si rifiutavano di rilasciare le impronte digitali per l’identificazione nella speranza di aggirare l’accordo di Dublino.

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