Tre morti a Jalalabad, Save the Children sospende attività in Afghanistan

Due vittime civili del compound di Save the Children, un militare afghano morto durante i combattimenti e cinque terroristi uccisi. L’Isis rivendica mediante l’agenzia locale Amaq. Save the Children annuncia la sospensione delle attività in Afghanistan fino alla ristabilita condizione di sicurezza per lo staff

In copertina: l'ingresso del compound di Save the Children con le auto ancora in fiamme (Photo: Save the Children web site)

“Siamo devastati dalla notizia dell’attacco all’ufficio di Save the Children nella città di Jalalabad, in Afghanistan, dove questa mattina un gruppo di uomini armati ha fatto irruzione nel nostro compound. L’attacco é avvenuto intorno alle ore 9 locali, l’alba in Italia.”, è l’annuncio dell’organizzazione internazionale appena appresa la notizia dell’assalto al compound. Mentre in Italia arrivava la prima notizia, a Jalalabad si sparava con l’intenzione di uccidere gli attivisti e volontari di Save the Children. Sul posto sono intervenuti militari dell’esercito afghano ed uno di questi ha perso la vita durante il combattimento. Due invece sarebbero le vittime civili di Save the Children. L’attacco è stato rivendicato dall’Isis e le prime informazioni arrivano dai media locali che riprendono fonti governative. La rivendicazione del sedicente Stato islamico giunge invece mediante l’agenzia Amaq. La guerra tra terroristi e militari è durata circa dieci ore ed al termine dello scontro pare siano stati uccisi cinque combattenti dell’Isis.

“La nostra preoccupazione primaria rimane quella di garantire la sicurezza di tutto il nostro staff. In seguito a quanto sta avvenendo, tutti i nostri programmi in Afghanistan sono stati temporaneamente sospesi e i nostri uffici sono stati chiusi.”, spiega Save the Children. “L’Afghanistan – sottolinea l’organizzazione internazionale che dal 1919 lotta per salvare la vita dei bambini e garantire loro un futuro – è uno dei Paesi al mondo dove è più difficile essere bambini e dove gli operatori umanitari lavorano in condizioni particolarmente complicate.” Un futuro che sembra non voler essere concesso ai bambini afghani. Secondo la ricostruzione dei media locali, Tolo Tv e 1TvNews, un’auto-bomba è stata lanciata contro l’ingresso del compound all’alba e dopo la violenta esplosione e partito l’assalto dei terroristi intenzionati ad uccidere i civili che operano per conto di Save the Children.

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