Assad: “La Francia ha le mani sporche di sangue siriano”

Botta e risposta tra il presidente siriano Bashar al Assad ed il suo omologo francese Emmanuel Macron sul terrorismo che secondo il leader di Damasco è sostenuto dalla Francia responsabile di vittime siriane

Durante una intervista che il presidente siriano Bashar al Assad ha rilasciato ai media russi è tornato ad accusare i sostenitori del terrorismo che hanno causato migliaia di vittime in Siria. In particolare, parole molto dure sono state rivolte alla Francia: “La Francia ha sostenuto il terrorismo e le loro mani sono intrise di sangue siriano fin dai primi giorni, e non vediamo che abbiano cambiato radicalmente la loro posizione”. Assad asserisce quindi che anche la Francia di Emmanuel Macron sostiene il terrorismo in Medio Oriente. “Coloro che sostengono il terrorismo non hanno il diritto di parlare di pace”, è stata la dura chiusura di Bashar al Assad nei confronti del presidente francese Emmanuel Macron che continua ad offrirsi come mediatore per il raggiungimento della pace in ogni area di conflitto strategico. La replica di Emmanuel Macron non tarda ad arrivare e la circostanza utile per il presidente francese è un’uscita con al fianco il Segretario Generale della NATO Jens Stoltenberg: “Ci sono milioni di siriani fuori dalla Siria e hanno un nemico che è Bashar al-Assad. Questa è la realtà.” Ma per certi aspetti la realtà sembra essere solo una questione di punti di vista, ed il presidente della Francia non manca di dimostrarlo con una ulteriore piccata risposta diretta al suo omologo siriano: “Sul fronte militare abbiamo una priorità che è la guerra contro lo Stato Islamico. Ed è per questo che le dichiarazioni di Assad sono inaccettabili, perché se c’è qualcuno che ha combattuto e può sconfiggere l’Isis è la coalizione internazionale”. Ma ragion di bottega a parte, i terroristi in Siria sono stati sconfitti grazie alla copertura militare russa a protezione delle Forze governative siriane. Prima dell’intervento dell’Armata rossa, e della sua aviazione, adesso ritirata per ordine di Vladimir Putin, a subire danni era solo la Siria e gli insediamenti dello Stato Islamico proliferavano fino al punto di conquistare mezza Aleppo e far saltare in aria i pullman con i cittadini tenuti in ostaggio e che il Governo stava portando in salvo nella parte sotto il controllo delle forze siriane.

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