Lampedusa, altri dieci harragas tra i rifiuti estratti vivi per miracolo

In meno di due settimane è il secondo tentativo di fuga che costringe al soccorso per salvare loro la vita. Questa volta sul camion dei rifiuti erano dieci gli harragas che stavano per soffocare estratti dai VV.FF.

In copertina: Vigili del Fuoco estraggono corpi in fin di vita dal camion dei rifiuti al porto di Lampedusa

Nuovo folle tentativo di fuga da Lampedusa. Due settimane addietro cinque migranti tunisini erano usciti dall’Hotspot di Contrada Imbriacole in Lampedusa e si erano nascosti all’interno dal camion compattatore di rifiuti in attesa di imbarco sul traghetto per Porto Empedocle. Questa sera il dramma si è ripetuto con lo stesso patos ma il doppio dei migranti. Dieci tunisini erano infatti nascosti sul camion e tentavano la fuga da Lampedusa con la stessa modalità dei compagni estratti vivi per miracolo il 5 dicembre (Video al link). A seguito di controlli disposti per motivi di sicurezza ed ordine pubblico sui camion che lasciano l’isola, rafforzati in utilità dopo l’episodio menzionato ed i vari tentativi di fuga tra i quali quello di appena tre giorni fa, le Forze dell’Ordine hanno controllato ogni singolo rimorchio pronto per l’imbarco sulla nave Cossyra già pronta in banchina. Come nel precedente episodio, scoperti gli spericolati harragas all’interno del mezzo compattatore sono dovuti intervenire i Vigili del Fuoco del Distaccamento terrestre di Lampedusa per estrarre i fuggitivi già in condizioni pericolose. I Vigili del Fuoco hanno, anche questa volta, faticato per estrarre i corpi dal camion il cui accesso è finalizzato alle ispezioni e non ai soccorsi in barella. Il numero doppio di giovani tunisini, dieci invece che cinque, ha poi complicato ulteriormente le cose. All’interno del camion adibito al trasporto indifferenziato dei rifiuti l’aria è già di suo scarsa e le esalazioni acide dovute alla fermentazione dei vari rifiuti organici causa rapidamente la perdita dei sensi e successivamente l’asfissia. Anche in questo caso pare che i giovani incoscienti harragas siano tutti miracolosamente salvi. Molti dei tunisini presenti nell’Hotspot dell’isola sono arrivati da poco meno di tre settimane, ma l’attesa di trasferimento, resa snervante dal timore di rimpatrio, li induce a correre pericoli e rischiare la vita come se dovessero fuggire da un ergastolo sull’isola di Alcatraz piuttosto che da Lampedusa.

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