Che Natale sarebbe senza panettone?

Le osservazioni di Massimo Costanza

La foto di AP pubblicata da La Stampa con le barriere anti-terrorismo "vestite" da panettoni

di Massimo Costanza
A tutto si era pensato in questi giorni fuorché all’inimmaginabile: rivestire a mo’ di panettone natalizio dei new jersey antiterrorismo.
Un gesto semplice, per qualcuno quasi naturale che fa pendant con le luminarie, gli alberi addobbati a festa e le vetrine colorate dei nostri centri storici.
Sono prossimi i giorni delle frenetiche corse agli acquisti, i giorni in cui ci si dimentica della crudeltà del mondo sforzandoci di essere tutti più buoni perché il Natale in fondo è questo: un grande messaggio di pace e di avvento tra un bicchiere di prosecco e la dodicesima cravatta regimental sempre uguale ricevuta da tua zia sotto l’albero.
Cosi ti ritrovi quasi a contemplarli quei “panettoni del terzo millennio” mentre ci passi accanto con i tuoi figli in mano trascinandoti uno stolo di buste e regali.
Ci passi accanto e non ti fermi a pensare che dentro quell’ incarto cosi bene agghindato, la mano dell’uomo sta tentando invano di nascondere le sue paure.
Ci passi accanto decine, centinaia di volte, fino a dimenticarti che quei blocchi di cemento armato sono messi li da uomini per proteggerti da altri uomini.
Non ti fermi a pensare quanto questa circostanza sia tremendamente triste quanto indispensabile. Sei assuefatto nel clima natalizio, pensi a cosa regalare a tua moglie e non realizzi che potresti trovarti un tir che faccia filotto di te e degli altri ignari mariti alla ricerca del regalo giusto.
Esorcizzare le proprie paure. Questo è il messaggio che ci propinano dopo le tante stragi in nome di un Dio che si vergognerebbe di quelle mani insanguinate.
Esorcizzare ad ogni costo per non darla vinta alla paura e continuare a vivere come se nulla fosse.
Eccolo il punto: come se nulla fosse!
Come se quei new jersey di cemento armato non stessero li a proteggerti da un fanatico invasato ma facessero parte di un grande addobbo natalizio della città.
Come se quella carta colorata che li riveste e li rende più gradevoli alla nostra vista sia in grado di quietare le nostre coscienze facendoci dimenticare cosa c’è sotto quel pacco festoso.
Disorientandoci e facendoci dimenticare le nostre più profonde paure..
Prepariamoci al Natale allora, la nostra tredicesima regimental ci aspetta sotto l’albero…

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