Dieci arresti per l’omicidio di Daphne Caruana Galizia a Malta

Nessun dettaglio sul ruolo che gli arrestati avrebbero avuto nell’omicidio della giornalista maltese. I famigliari della vittima diffidenti sull’operazione. Antonio Di Pietro: “Chiaro stampo mafioso”

Joseph Muscat in conferenza stampa
“Ho una chiara idea di cosa hanno fatto e di chi sono, ma non posso dare maggiori dettagli in questo momento”, ha dichiarato il premier Joseph Muscat in conferenza stampa presso l’Auberge de Castille. Al momento dell’incontro tra il primo ministro maltese e la stampa erano otto i soggetti tratti in arresto e due erano in stato di fermo presso gli uffici della Polizia. Successivamente è stato comunicato l’arresto anche per gli altri due uomini fermati. Alle indagini hanno collaborato l’FBI americana, l’Europol ed i servizi di sicurezza finlandesi. L’operazione di arresto invece ha visto schierate le Forze speciali e le Forze Armate. Tutti gli arrestati sono cittadini maltesi pregiudicati e sarebbero stati indagati e monitorati per parecchio tempo prima che le autorità maltesi concertassero l’arresto.
Daphne Caruana Galizia
Il premier Muscat quindi non fornisce ulteriori dettagli circa il ruolo che i dieci soggetti arrestati avrebbero avuto nell’omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia avvenuto mediante l’uso di un notevole quantitativo di esplosivo collocato nell’auto che era stata noleggiata dalla scomparsa blogger maltese proprio a seguito di minacce ricevute poco tempo prima. Dall’esplosione dell’auto che ha ucciso Daphne Caruana Galizia frammentandone il corpo sono trascorsi quasi due mesi. Lo scorso 16 ottobre la notizia era rimbalzata sui giornali di tutto il mondo. Oggi i primo arresti, ma la famiglia della giornalista ha già manifestato diffidenza per la genuinità dell’operazione di questa mattina. La famiglia di Daphne teme che questi arresti possano essere più che irrilevanti un vero e proprio depistaggio per impedire di risalire ai veri mandanti dell’omicidio. Al centro delle ragioni per cui i Caruana Galizia hanno manifestato scarsa fiducia nell’operazione odierna consiste nel ruolo che ha avuto la Polizia maltese nelle indagini e all’interno di essa il ruolo del vicecommissario Silvio Valletta. Proprio contro il vicecommissario la famiglia Caruana Galizia aveva depositato una istanza per avviare un procedimento giudiziario volto a far sollevare Silvio Valletta dalle indagini per l’ipotesi di conflitto di interessi. Il vicecommissario Valletta è infatti sposato con la ministra Jugone Caruana ed è stato membro del Consiglio della FIAU ed entrambi, nell’ambito dei cosiddetti Panama Papers, erano stati oggetto delle inchieste della giornalista uccisa. Dubbi quindi sull’imparzialità di uno degli inquirenti che dall’interno della Polizia maltese ha coordinato e può avere influenzato il lavoro delle collaborazioni investigative esterne.
Antonio Di Pietro
Sul modus dell’omicidio si era da poco pronunciato l’ex Pubblico Ministero di “Mani pulite” Antonio Di Pietro in una conferenza stampa tenutasi a Malta e documentata dal quotidiano nazionale Times of Malta. Chiara l’indicazione Di Pietro, che ha giustamente fatto una premessa sulla forma mentis da magistrato che lo induce ad esprimersi solo a fronte di presa visione degli atti: “Posso però dire che quella metodologia con cui è stato pensato e realizzato quell’omicidio non può essere di un omicidio occasionale. Vero, Daphne nel suo blog si occupava di tante cose; cose minime e cose enormi. Ma quell’omicidio, organizzato in quel modo e professionalmente realizzato, è un omicidio in stile mafioso. Poi, con la parola ‘mafia’ dobbiamo vedere cosa intendiamo; se quella mafia tradizionale di nomi e persone che stanno in Sicilia è una cosa, e non lo sappiamo, ma certamente il modello è quello di intimidazione in stile mafioso rivolto non solo alla povera Daphne ma anche a tutti gli altri: state attenti che fate quella fine!”

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