Terza edizione Salus Festival: goal!!! Facile, c’è Totò Schillaci

Rubrica culturale di Roberto Greco

Ho cercato con lo sguardo il ragazzino che ieri si aggirava con il suo pallone da calcio nuovo, pronto per la firma di Totò Schillaci. Non l’ho visto e penso a lui, mentre stringo la mano del grande campione. Anche oggi la sala del “Teatro Rosso di San Secondo” è gremita. Quando Totò viene presentato un lunga ovazione lo accoglie. Palermitano, classe 1964, Totò è uno di quelli che gliel’ha fatta. Nato nel quartiere popolare di San Giovanni Apostolo, sorto negli anni ’70 e più noto come CEP, Totò inizia a tirare calci al pallone nella AMAT Palermo. Ma la sua carriera inizia nel 1982, quando viene ingaggiato dal Messina. Più di 490 partite giocate per un totale di 182 reti. Questi sono i numeri di Totò Schillaci.

Totò Schillaci
Sorride sornione dal palco guardando i ragazzi “Da giovane, anche quando ero molto piccolo, ho sempre sognato di poter giocare a pallone… era questo quello che volevo fare, giocare a pallone.” E ancora “Ho avuto molto di più di quello che sognavo, la Juventus, il mondiale…” nei suoi occhi si legge emozione. Franco Scoglio, il suo ex allenatore nel Messina, lo ricordò così: «Aveva una voglia di fare gol che non ho mai visto in nessuno». Lo guardo. E’ proprio un bel tipo: baffetto, un filo di barba, un bel taglio di capelli, di quelli “volutamente spettinato ma non troppo”. E’ un bel personaggio, in ottima forma fisica. Sarà per questo baffo o per il giubbotto in pelle nera che porta, ma per un attimo l’ho immaginato come protagonista di un poliziottesco anni ’70, uno di quei film di Fernando Di Leo o di Enzo Castellari, oppure al fianco del poliziotto Mark. Si parla di sport e di salute. Gli ospiti riescono a catturare l’attenzione del giovane pubblico. Basket, atletica, calcio, si parla di preparazione atletica e di avviamento allo sport.
Sara Cappello
A Sara Cappello il festival ha affidato, per questa giornata, il ruolo nel quale lei si trova più a suo agio: quello del cantastorie. Si presenta al pubblico con la sua immancabile chitarra e il tabellone del racconto della vita di Colapesce, figura leggendaria della tradizione siciliana. E così, nell’era digitale, dove la comunicazione avviene tramite uno smartphone, Sara usa la sua voce e la sua grinta per raccontare storie di altri tempi, accompagnata dal cartellone nel quale, quadro dopo quadro, si dipana la vita del protagonista della storia.
Un momento dello spettacolo Salv_ami
E ancora una lunga storia è quella proposta da “Salv_ami” il progetto di Giovanni Di Lorenzo presentato al Teatro Margherita. Di Lorenzo, medico e fotografo, costruisce con il supporto di Ivan Giumento, una storia forte, in cui parla d’immigrazione, di bullismo e di abilità diverse, integrando una scenografia realizzate con le foto di Di Lorenzo, con una voce recitante ed un preparatissimo corpo di ballo. Oggi è stata una lunga giornata. La giuria del Salus Film Festival è arrivata. Domani e sabato due giornate di cinema al “Teatro Rosso di San Severo”, mentre si continua a parlare di salute e del suo rapporto con il nostro quotidiano.

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