Palermo, il M5S si riserva di chiedere dimissioni sindaco Orlando

M5S: "Invitiamo il Sindaco Leoluca Orlando a guardarsi intorno per constatare il fallimento di una gestione autoreferenziale, di una città in fondo a tutte le classifiche di qualità della vita e vivibilità”

Il 12 dicembre dello scorso anno tre funzionari del Ministero dell’Economia e delle Finanze avevano messo piede a Palazzo delle Aquile, sede principale del Comune di Palermo, per un’ispezione che riguardava gli anni 2011-2015. Sotto lente d’ingrandimento i contratti di lavoro e atti che riguardavano anche il 2016. A distanza di quasi un anno dall’inizio delle verifiche, lo scorso sabato, al Comune del riconfermato sindaco Leoluca Orlando è arrivato l’esito dell’ispezione. Una risma di 250 pagine inviata in copia anche alla Corte dei Conti che traccia una serie di violazioni riguardanti nomine dirigenziali, aziende partecipate, riconoscimento di emolumenti aggiuntivi a figure dirigenziali e contrattualizzazioni e stabilizzazioni di lavoratori precari.

Chiara Di Benedetto
Al riguardo si era già pronunciata la deputata del Movimento Cinque Stelle Chiara Di Benedetto: “Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, deve dimettersi subito per le numerose e gravi irregolarità amministrative riconducibili alla sua giunta, confermate dalla relazione del Mef sui contratti con le partecipate e sugli incarichi dirigenziali in Comune”. Dopo la reazione a caldo, e dopo aver letto con attenzione gli atti con le 46 irregolarità rilevate dagli ispettori della Ragioneria generale dello Stato, il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle di Palermo annuncia di “riservarsi di chiedere le dimissioni del sindaco Leoluca Orlando”.

Gruppo consiliare M5S Palermo
Con una nota odierna, il gruppo consiliare del M5S Palermo afferma che: “L’ispezione del Ministero dell’Economia delle Finanze mette in evidenza 46 violazioni gravi commesse dall’amministrazione. Questa è solo la punta di un iceberg certificato dal Ministero, che fa seguito alle denunce già messe in atto dal Movimento 5 Stelle in consiglio comunale. Citiamo, tra le più importanti, l’assenza di progetto nel piano triennale, ingolfato da progettualità per oltre 4 miliardi a fronte di qualche decina di milioni di euro di disponibilità; il mancato trasferimento di fondi alla polizia municipale per il loro fondo produttività; i debiti fuori bilancio per oltre 33 milioni. E potremmo continuare con decine di violazioni alle norme o superficialità di gestione”. Per queste conclamate violazioni emerse dall’ispezione dei dirigenti del Ministero i Cinque Stelle stanno quindi valutando una mozione di sfiducia del sindaco Leoluca Orlando. Sullo stato in cui versa la città di Palermo il Movimento Cinque Stelle dipinge un quadro impietoso.

Leoluca Orlando
La nota del gruppo consiliare Cinque Stelle prosegue infatti con la descrizione delle ragioni per cui, alla luce delle criticità certificate dagli ispettori della Ragioneria generale dello Stato, valuteranno una possibile richiesta di dimissioni di Orlando: “Al di là delle carte, sulle quali il sindaco potrà anche trovare giustificazioni di circostanza, resta il volto di una città abbandonata a se stessa, che ruota attorno al centro storico e al circuito arabo-normanno, e di un sindaco che si pavoneggia di eventi e riconoscimenti di facciata, mentre tradisce quotidianamente, da anni, le periferie, sempre più isolate e trascurate; i bambini, con carenze strutturali di asili, scuole materne, parchi ed aree verdi; gli ultimi e più bisognosi, con i problemi dei senza casa in continuo aggravio; i giovani, senza una politica comunale per le abitazioni delle giovani coppie, e senza una politica di rilancio della città e della sua economia”. La nota chiude con l’annuncio: “Invitiamo il Sindaco Leoluca Orlando a guardarsi intorno per constatare il fallimento di una gestione autoreferenziale, di una città in fondo a tutte le classifiche di qualità della vita e vivibilità. Da parte nostra ci riserviamo di chiedere le dimissioni del Sindaco, prendendo atto del disastro che è sotto gli occhi di tutti, e ci prodigheremo per attivare una commissione d’inchiesta”.

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