Indictus: la serie che vi porterà nella terra di nessuno

Rubrica culturale di Roberto Greco

La serie è ambientata nelle Madonie, tra le valli e i monti che fanno da importante sfondo alla ricostruzione della battaglia di Cerami, avvenuta nel 1063 A.D.
Parliamo di molti secoli fa, gli anni in cui Arabi e Normanni si scontravano per il controllo del territorio. Le leggende e la storia s’incrociano nella battaglia di Cerami, piccola località di provincia di Enna. L’epico scontro, che fu un vero e proprio scontro di civiltà, avvenne tra i normanni di Ruggero e i saraceni di Cancirì. La leggenda, rintracciabile nel “De rebus gestis Rogerii Calabriae et Siciliae comitis et Roberti Guiscardi ducis fratris eius”, manoscritto del monaco benedettino Goffredo Malaterra, è citata anche nei poemi del ciclo normanno.

Ruggero e Tancredi in una scena del film
Il normanno, sovrano cattolico, fece intonare i versetti del Vangelo, per benedire la battaglia nell’alba del giorno destinato alla guerra. Ricorda molto lo scudo di Costantino, oggetto da benedire al fine poter uccidere più nemici ma, in quel periodo e non solo, queste contraddizioni, non hanno mai stupito nessuno. A memoria degli eventi, siano storia o leggenda, vicino a Cerami c’è ancora una contrada che si chiama “Evangielo”. Sul campo di battaglia, invece, ci vollero le apparizioni di San Michele e San Giorgio, evocati dalle incessanti preghiere di Ruggero tese a ribaltare l’esito della battaglia, nella quale i suoi uomini, inferiori per numero, stavano soccombendo. Chissà di che cosa si erano fatti, ma quelle apparizioni diedero la forza ai normanni e diventare vere belve feroci assetate di sangue. E’ passato troppo tempo per chiedere a Ruggero il numero di telefono del suo pusher, peccato. Di fatto, la battaglia la vinsero i cattolicissimi normanni e la Sicilia oggi è quello che è. “Ai posteri l’ardua sentenza” si diceva una volta. Ma io, cioè noi, ci possiamo considerare posteri? Possiamo finalmente dire la nostra?
Il regista Francesco Dinolfo sul set
Ci ha provato Francesco Dinolfo, con una serie scritta da Marianna Lo Pizzo. “Indictus. La terra di nessuno” è il racconto, in sette puntate, di quella battaglia quando Serlon d’Altavilla guidò l’esercito del Gran Conte di Sicilia Ruggero, suo zio, contro i saraceni. Uno scontro leggendario, nel quale qualche decina di soldati normanni sconfissero in modo sorprendente un esercito di oltre tremila saraceni. A guidare la Lo Pizzo, il manoscritto dell’abate Malaterra.
“Indictus – La terra è di nessuno” (Official trailer)

Ambientato nelle Madonie, dove è stato possibile rintracciare luoghi molto simili a quelli in cui si svolse la battaglia, la precisa e sapiente regia di Dinolfo, che firma anche l’ottima fotografia e un interessante e moderno montaggio, si preannuncia come un prodotto interessante che ben rispetta gli standard internazionali, sensazione anche rafforzata dalla massiccia presenza di contributi extra al trailer, rilasciato in questi giorni.
Molti, e ben diretti, gli attori e potremmo stentare a riconoscere qualcuno che abbiamo visto più volte sui palcoscenici di Palermo. Location che raccontano il medioevo arabo-normanno. Luoghi che abbiamo sotto gli occhi tutti o giorni, quali Geraci Siculo, Caccamo, Gangi, Sperlinga, Caltavuturo, Pollina, il percorso di Fiumara d’Arte oltre a Petralia Sottana e Marsala. I costumi, gli attori e lo sguardo di Dinolfo, restituiscono un quadro, emozionale e visivo, molto credibile, degno di una cinematografia ben più costosa.
Indictus è una co-produzione IDA e Reverse Agency, realizzata con il sostegno di Sicilia Film Commission nell’ambito del programma “Sensi Contemporanei” in un bando dedicato alla produzione di web series per under 35. L’uscita del primo episodio è prevista per il 18 gennaio 2018. Per maggiori informazioni potete consultare il sito web del film e il relativo canale Youtube. Benvenuti ad un nuovo viaggio in Sicilia.

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