AC/DC: Si è spenta una delle due semionde

Rubrica culturale di Roberto Greco

Angus piange il fratello Malcom che ha imboccato l’ultimo casello della loro autostrada per l’inferno
Sul piatto sta girando “Shook me all the long”. Nelle mie narici il fetore che usciva dai suoi stivali appena rientrava nello sleeper bus dopo il concerto “Everything went damn well…”. Era la prima cosa che faceva rientrando.
Era nato a Glasgow il 6 gennaio del 1953, Malcom era l’autentico motore degli AC/DC: influenzato dal rock&roll degli anni ‘60 e ‘70, ha modellato il sound della band elaborando, insieme al fratello Angus, i riff che avrebbero reso immortale la band di “Highway to Hell”, firmando alcuni dei brani più celebri del gruppo come “Let There Be Rock” e “Riff Raff”.
(Highway to hell (from No Bull) from official AC/DC channel VEVO)

Sull’account ufficiale Facebook della band oggi si legge:
“Today it is with deep heartfelt sadness that AC/DC has to announce the passing of Malcolm Young. Malcolm, along with Angus, was the founder and creator of AC/DC. With enormous dedication and commitment he was the driving force behind the band. As a guitarist, songwriter and visionary he was a perfectionist and a unique man.
He always stuck to his guns and did and said exactly what he wanted. He took great pride in all that he endeavoured.
His loyalty to the fans was unsurpassed. As his brother it is hard to express in words what he has meant to me during my life, the bond we had was unique and very special. He leaves behind an enormous legacy that will live on forever. Malcolm, job well done.”
Creatore e fondatore degli AC/DC con il fratello Angus, Malcolm è stato la forza nascosta che ha guidato la band. Chitarrista e autore e visionario, ha sempre preteso la perfezione, anche sulle semplici strutture musicali di alcuni dei loro brani, ritenendo, a ragione, che questo facesse la differenza tra loro e le band punk che dominavano la scena musicale.
“Come fratello è molto difficile esprimere a parole ciò che ha rappresentato nella mia vita”, ha dichiarato, a margine del comunicato ufficiale, Angus Young: “Il legame che avevamo era unico e speciale. Ci lascia un’eredità attraverso la quale vivrà per sempre. Bel lavoro, Malcolm”.
Che il viaggio ti sia lieve, Malcom. Non so se al tuo arrivo troverai qualcuno che ti potrà prestare una Gretsch Jet Firebird del ’63, ma so che potrai continuare a fare buona musica con qualsiasi altra chitarra.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sostienici

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*