Ciao Maestro. Addio a Luis Bacalov

Rubrica culturale di Roberto Greco

Luis Bacalov. I ricordi corrono subito alla mia adolescenza, a quando misi sul giradischi la copia nuova di zecca del vinile dei New Trolls, Concerto Grosso. Era il periodo in cui ascoltavo musica progressive, blues e rock. Istantaneamente, ascoltando gli strappi degli archi che inondarono il soggiorno della casa paterna, pensai a Frank Zappa, di cui ascoltavo le contaminazioni che lo caratterizzavano.
Argentino di nascita, ma di origini bulgare, il maestro Bacalov arriva in Italia nel 1959 e si occupa subito di musica. Inizia la sua carriera come arrangiatore e come “pianista accompagnatore” di diversi artisti, tra i quali Claudio Villa e Milva. Comincia nel 1960 la sua attività come compositore di colonne sonore, realizzando quella per “La passione secondo Matteo”, per “Django” e per “Milano Calibro 9”. Poi un lungo, e tormentato, sodalizio con Sergio Endrigo, che dura sino al 1974.
Ma la musica gli gira attorno e dal 1971 arrangia gli album dei New Trolls, degli Osanna, de Il Rovescio della medaglia, di Claudio Baglioni e di Mia Martini. Alla fine degli anni ’70 il maestro Bacalov compone la colonna sonora per “La città delle donne”, il film di Federico Fellini, andando a sostituire il maestro Nino Rota, morto improvvisamente.
Poi, nel 1995, arriva il premio Oscar, e con questo problemi legati alla paternità del brano, per le musiche de “Il postino”, capolavoro del compianto Massimo Troisi con Maria Grazia Cucinotta. Nella sua carriera, il maestro ha collaborato con Pasolini, Damiani, Scola, Di Leo, e Francesco Rosi.
Nel nuovo millennio si è dedicato, in parte, all’insegnamento presso l’Accademia di Cinema e ha continuato ad esibirsi dal vivo e a lavorare come arrangiatore e compositore. Nel 2007 compone la colonna sonora per “Hotel Meina” di Carlo Lizzani e nel 2010 per “Notizie dagli scavi”, il film di Emidio Greco tratto da un racconto di Franco Lucentini. Quentin Tarantino, memore delle musiche che il maestro aveva composto per “Django” e per “Quien sabe?”, lo scelse per alcuni brani che fanno parte della variegata colonna sonora del suo film.
Ora le dita del maestro non sfioreranno più la tastiera del pianoforte. Un’ischemia ce l’ha portato via. Ma non ci potrà mai portare via la sua musica. A noi rimane il conforto di poter continuare ad ascoltarlo. Ho rimesso sul piatto “Concerto Grosso”. Buona musica, maestro Bacalov. Grazie.
Roberto Greco

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