Marco Paolini a Palermo per un doppio appuntamento

Rubrica culturale di Roberto Greco

di Roberto Greco

Una giornata che si annuncia travolgente, quella del 9 novembre a Palermo. Piazza Verdi sarà teatro delle due grandi novità che accompagnano Marco Paolini e il suo arrivo in città. Un libro e un nuovo spettacolo. S’inizia alle 17:30, nel foyer del cinema Rouge&Noir, dove il regista, autore, attore e scrittore presenterà il suo “Le avventure di Numero Primo”, scritto a quattro mani con Gianfranco Bettin ed edito da Einaudi Stile Libero. Un ultimo grande omaggio a Severino Cesari, morto il 26 ottobre scorso, ideatore della collana Stile Libero e di un nuovo modello di editoria. “Le avventure di Numero Primo” è un racconto di formazione, protagonisti Ettore, fotografo, e Nicola, il figlio adottivo arrivato via internet che preferisce farsi chiamare Numero Primo. Una storia classica con molte prove da superare, e una storia fantastica che nasce dall’immaginazione ma si fonda sul confronto con le conoscenze della fisica, della biologia, delle neuroscienze e della robotica.

Marco Paolini – Ph: Ivana Sunjic Porta
Paolini si sposta, alle 20:30, al teatro Massimo, dove potremo assistere alla prima assoluta di “#Antropocene”, prodotto dal teatro Massimo di Palermo in collaborazione con Romaeuropa Festival e Fondazione Musica per Roma, Fondazione Teatro Regio di Torino e Teatro di San Carlo di Napoli. Paolini, che oltre ad essere in scena come voce recitante, ha curato la regia e la scrittura dei testi, si avvale delle musiche di Mauro Montalbetti, della potenza rap di Frankie hi-nrg mc e del violoncello solista di Mario Brunello e sarà accompagnato dall’Orchestra del Teatro Massimo.

Frankie Hi-Nrg mc – Ph: Carolina Galbignani
La musica di Montalbetti sottolinea, nel dialogo tra la voce del violoncello di Brunello e l’orchestra, le due diverse ispirazioni, quella della forma dialogica e quella della forma epica degli scenari. Nasce così un tessuto musicale minimalista, con forti influenze Barocche e con un’empatia musicale nei confronti della “Passione secondo Giovanni”, che offre spunti che portano alla destrutturazione dell’armonia per ottenere nuovi suoni plasmabili e ricomponibili. Un forte lavoro musicale sulle triadi, che permette di integrare il passato musicale con il presente, creando piccoli cortocircuiti emotivi nei quali il Rap diviene anello legante e amplificatore della drammaturgia.
Il tema affrontato dall’autore è la tecnologia, o meglio il rapporto tra l’uomo, ignaro utilizzatore, e la tecnologia. Una telefonata al servizio clienti del proprio fornitore perché “non c’è connessione” e, attraverso i cataclismi verbali e situazionali che solo Paolini sa creare, il nostro protagonista si trova a essere l’involontario protagonista di un gigantesco collasso tecnologico che ha colpito le reti telematiche.

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