La guerra tra poveri in Catalogna, scontri tra manifestanti

Scontri tra movimenti violenti anti-indipendenza ed indipendentisti. Attaccate scuole, locali pubblici e Catalunya Radio. Azioni violente già ieri sera con manifestanti pro indipendenza ancora in strada

Il bilancio è attualmente di cinque persone ferite durante gli scontri che già ieri si sono registrati a Barcellona tra gruppi di estrema destra che manifestavano contro l’indipendenza catalana ed indipendentisti che festeggiavano la risoluzione pro indipendenza votata in Parlamento. Gli scontri sono avvenuti già ieri sera e si sono materializzati con lanci di oggetti all’interno di locali pubblici ad opera dei manifestanti anti-indipendenza. Il Mossos d’Esquadra ha dovuta costituire un cordone di sicurezza per scortare i catalani in festa, ma le aggressioni sono avvenute in locali e scuole isolate dall’area in cui festeggiavano migliaia di catalani indipendentisti. Le azioni “ultras” più gravi si sono verificate alla Catalunya Radio ed in una scuola di specializzazione in cui erano presenti giovani studenti. La sindaca di Barcellona, in un tweet, condanna le azioni violente e “fasciste” che si sono viste a Barcellona: “Condanna assoluta ai dimostranti “ultras” violenti che questa sera hanno attaccato i media e una scuola”. L’aria tesa che si respira adesso in Catalogna, ed in particolare nella sua capitale Barcellona, rischia di espandersi con l’intervento di gruppi di estremisti come quelli già all’opera ieri sera. L’eventuale repressione di simili azioni metterebbe al tempo stesso alla prova la neutralità del nuovo assetto delle Forze di Polizia con la Guardia Civil da una parte – che si è già distinta per un approccio filo-fascista il giorno del referendum – ed il Mossos d’Esquadra dall’altra. La Polizia catalana inoltre si trova adesso orfana del suo capo e beniamino Josep Lluís Trapero destituito insieme a tutti gli indipendentisti della Generalitat.

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