Trasferimenti da Lampedusa ma continuano gli arrivi È emergenza posti

Italia in piena emergenza posti per i migranti nordafricani che vengono liberati con l’ordine del questore di abbandonare il territorio entro sette giorni dopo l’allontanamento da Lampedusa

Foto di repertorio

Accelerazione sui trasferimenti di migranti da Lampedusa, ma gli sforzi appaiono insufficienti e pericolosi. Tra ieri ed oggi sono stati allontanati dall’isola 400 harragas con viaggi da duecento al giorno in nave. Altri 50 erano stati trasferiti domenica, sempre a mezzo nave di linea diretta a Porto Empedocle. Ma a fronte dei 450 tunisini accompagnati in Sicilia in questi tre giorni, altri 200 sono arrivati a Lampedusa a compensare lo stato di sovraffollamento dell’Hotspot. I primi 8 di questo consuntivo erano giunti sull’isola domenica mattina e nella struttura di Contrada Imbriacole si lavorava ancora per l’arrivo di sabato notte di 60 migranti. Ancora 116 harragas tunisini sono stati sbarcati sull’isola dopo il fermo al largo, in acque territoriali. Tre guardacoste classe 300 della Guardia Costiera hanno condotto a terra, sulla banchina del Molo Favarolo 115 giovani migranti nordafricani ed una donna. Gli ultimi, in ordine di tempo, sono arrivati questa notte ed erano 27. Nello stesso periodo in cui dall’isola sono partiti 450 migranti ne sono arrivati altri 211. Restano quindi oltre 500 migranti nella struttura che con l’ausilio della zona infermeria può ospitare 270 persone.

Mentre si fronteggia una emergenza, quella libica, con accordi che pare siano adesso destinati a non avere più valore né contractor, ci si rende conto di non avere a disposizione nulla per far fronte al più banale dei problemi legati ai flussi migratori: i posti nelle strutture destinate ai migranti da espellere. Gli ultimi 450 migranti allontanati da Lampedusa, come molti in precedenza, sono stati invitati ad abbandonare il territorio nazionale italiano entro sette giorni con ordine del questore. Un ordine che vale più o meno quanto uno strappo di carta igienica se applicato a persone che hanno violato i confini nazionali di un altro Paese per entrarvi clandestinamente in barba così alle leggi nazionali ed ai trattati internazionali. Centinaia di harragas tunisini sono quindi adesso in giro per il Paese, senza un documento, un domicilio, una destinazione. L’indisponibilità di strutture adeguate al trattenimento di quanti dovrebbero essere accompagnati fino alle cure delle autorità nazionali di provenienza, al ritmo di 30 a settimana, causa un conseguente “via libera” con ordine di allontanamento che potrebbe appunto potrebbero non rispettare. Di contro, l’Italia potrebbe riscoprire l’imbarazzo di gravi spiegazioni nel caso in cui uno dei giovani migranti in oggetto dovesse, a seguito di adesione a gruppi terroristi, causare vittime in altri Paesi dell’Unione con attentati da cui proverrebbero i soliti titoli: “Era sbarcato a Lampedusa il…”

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