Hotspot di Lampedusa verso quota 1.000, struttura a rischio

Ieri sono arrivati sull'isola altri 250 migranti tunisini. Il centro di Contrada Imbriacole rischia di collassare con problemi di capienza e di ordine pubblico. Ancora nessun trasferimento dagli arrivi di domenica

Ieri a Lampedusa sono arrivati altri 250 migranti tunisini. Nella giornata dell’incontro tra il sindaco dell’isola ed il ministro dell’Interno, al Viminale, l’Hotspot dell’isola raggiunge la quota impressionante di oltre 900 migranti al suo interno. Tutti tunisini arrivati sull’isola tra domenica e mercoledì e tutti ancora nella struttura di Contrada Imbriacole. Nessun trasferimento è stato effettuato per allegerire il carico di un centro che dispone di 270 posti letto, contando anche l’infermeria, al netto del padiglione dato alle fiamme il 17 maggio del 2016 ed ancora nel medesimo stato. Nei precedenti casi registrati di fiamme dolose che divampano nella struttura il denominatore comune è sempre un numero eccessivo di migranti tunisini trattenuti a lungo sull’isola.

Padiglione incendiato nel 2016
La sera dell’incendio di maggio dello scorso anno nel campo erano presenti circa 500 migranti a fronte di una capienza di 380 posti. Adesso sono quasi mille nei padiglioni residui e lo spazio è esiguo. Anche nel 2009 e nel 2011 gli artefici ed i fattori scatenanti avevano in comune gli stessi elementi. Molti riescono comunque ad uscire dal centro, malgrado le rassicurazioni del ministro, e li si vede per le vie del centro. Ma i rischi, in questo caso, non riguardano più l’ordine pubblico da far rispettare in paese. Nel caso di una rivolta gli agenti preposti alla sicurezza dell’Hotspot si troverebbero ad affrontare un piccolo esercito di un migliaio di giovani tunisini. Dettaglio rilevante visto che in altri casi le differenti nazionalità degli ospiti hanno determinato diversi comportamenti nei momenti di tensione.

Il flusso continuo di arrivi sta intanto sfiancando l’intero dispositivo preposto all’immigrazione. Dai guardacoste agli agenti di sicurezza dell’Hotspot ai reparti speciali che si occupano di identificazione, fotosegnalamento ed indagini su scafisti e tratta, sono tutti provati dai turni no-stop che il susseguirsi di barche con harragas li costringe a fare. Ieri sera, l’ultimo “carico” di migranti è approdato al Molo Favarolo intorno alle 22 ed erano circa un centinaio. Nel corso della giornata uno stillicidio iniziato con un piccolo peschereccio approdato autonomamente in porto con una cinquantina di harragas ed a seguire una sequenza di barche e barchette che hanno totalizzato quota 150 migranti a cui si sono aggiunti gli altri cento in serata.

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