Quasi 500 tunisini nell’Hotspot di Lampedusa

Un altro sbarco di migranti nordafricani a Lampedusa e l'Hotspot adesso viene messo a dura prova

L’ultimo sbarco è di oggi pomeriggio. Le motovedette hanno fermato dei migranti in acque territoriali e li hanno condotti a terra in modo controllato prevenendo così una altro sbarco autonomo. Al Molo Favarolo di Lampedusa sono quindi giunti altri 78 harragas che si sono aggiunti ai 412 già presenti nell’Hotspot di Contrada Imbriacole. La quota adesso raggiunta dal centro per migranti dell’isola è di 490 ospiti contro una capienza nominale massima di 270 posti. Dalle coste della Tunisia continuano quindi a partire migranti, sospinti dalle condizioni di crisi del Paese che poco lasciano a disposizione di giovani sprovvisti di specifiche maestranze o titoli. A questi ragazzi si aggiungono anche quanti hanno scontato pene per reati minori ed adesso sono a rischio di lunghe permanenze in carcere in caso di recidiva. Il flusso migratorio tunisino è quindi di difficile gestione per gli operatori di pubblica sicurezza che operano all’interno dell’Hotspot, per Lampedusa e, pare, per l’Italia, che al momento risulta impreparata e disposta a rilasciare a molti di questi ragazzi il cosiddetto “foglio di via”. Tale documento, ordinato dalla Questura di pertinenza, prevede che entro pochi giorni il migrante che lo riceve debba obbligatoriamente lasciare il territorio nazionale per fare ritorno a casa con i propri mezzi. Per chi arriva clandestinamente dalla Tunisia non rappresenta esattamente uno spauracchio.

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