L’estate sta finendo…

Rubrica culturale di Roberto Greco

Sin dal primo album, una presenza che, in seguito li caratterizzerà. Sin dal primo album una cover tributo. Il loro Abusivi (di necessità) spunta nel 1999 in un mercato discografico in grande crisi, dopo il loro esordio, nel 1998 con Made in Raffadali. La debague del vinile ha ricostruito il mercato ma, l’inatteso arrivo di Napster, sposta completamente gli equilibri. Proprio quando il pubblico aveva una scusa in più per non comprare l’album del proprio artista preferito, una grintosa band siciliana aggredisce il mercato. Propone un album in dialetto, senza mediazioni né culturali, né linguistiche, tanto meno sociali. Forte e diretto. Parte da qui, la storia di Lello Analfino e dei Tinturia, che in quell’album inserirono il primo grande omaggio pubblico a Domenico Modugno, l’indimenticabile Mimmo che “io considero il capostipite, quello che ha aperto la strada ai gruppi indipendenti. Oggi si parla tanto di musica indie che, in fin dei conti, è la musica cantautoriale, quella della scuola italiana. E Modugno, nel 1960, scalò le vette della classifica con un brano cantato in dialetto, cosa non comune allora e nemmeno oggi. Il brano in questione era U pisci spada. Abbiamo proposto spesso nei nostri concerti questo brano perché, secondo noi, può essere uno strumento per riflettere sulla forza dell’amore, proprio in un momento in cui, troppo spesso, dietro la parola amore si cela solo violenza. Per aiutarli a ricordare che l’amore non è una proprietà, ma un privilegio che ci concede la donna.” dice Lello Analfino. Quell’album, oggi introvabile, custodito con cura dai pochi che, in Sicilia ed in continente, credettero in qualcosa di nuovo e diverso e lo acquistarono, grazie all’amore che Lello e i Tinturia hanno della musica, della loro musica e del loro pubblico è disponibile, completo, sul loro canale Youtube per far sì che chi era troppo giovane allora o, forse non era ancora nato, possa godere di quella musica. “Oggi siamo un gruppo temprato, un gruppo forte”, prosegue Lello, “e la nostra forza è quella di essere una band indipendente che è diventata trasversale a livello generazionale, basti pensare che il nostro pubblico degli esordi, quelli che avevano allora diciotto anni, sono i genitori di quei diciottenni che oggi vengono ai nostri concerti.”
L’album completo “Abusivi (di necessità)”

Il progetto di L’estate sta finendo era in cassetto da un paio di anni, un’occasione mi ha fatto riaprire quel cassetto. La canzone parla della solitudine, quella solitudine romantica nella quale ci troviamo alla fine di ogni stagione, e non si parla solo una stagione temporale, ma più in generale, anche una stagione di vita. Quella in cui si trova un ragazzo di quarant’anni che non è più piccolo ma non è ancora vecchio. Quella in cui si trova un genitore la cui vecchiezza gli impedisce di continuare a fare cose per i propri figli. La solitudine che provano le persone che arrivano dall’Africa, scappando dalle guerre e dalle violenze, mentre attorno a loro continua il banchetto, costringendoli a sentirsi ospiti indesiderati e, ancora una volta, sfruttati”. L’uscita del nuovo singolo è stata accompagnata dall’uscita del videoclip, il cui soggetto è stato scritto da Lello Analfino e Lino Costa per la regia di Lino Costa, dal 2009 chitarrista ufficiale dei Tinturia. Un videoclip dolce e raffinato che ben si adatta alle scelte musicali fatte nella cover, leggera, impalpabile, che richiama echi lontani, portatori di memoria. Agli antipodi rispetto alla stesura originale dei Righeira, vincitore del Festivalbar del 1985, brano scritto da Stefano Rota, Stefano Righi, i Righiera appunto, e Carmelo La Bionda, fratello di Michelangelo, gli altrettanto noti Fratelli La Bionda. Siciliani di Ramacca, molto attivi tra il 1972 e il 1987, produttori musicali di Amanda Lear, autori di decine di colonne sonore e collaboratori storici di Sergio Corbucci, grande regista. Forse l’anima dell’isola che Carmelo ha instillato nel brano è stata percepita da Lello Analfino, che è riuscito a costruire un tessuto sonoro sul quale galleggia mirabilmente il testo.
Il video di “L’estate sta finendo”

Ma, quest’anno, le soddisfazioni dei Tinturia sembrano non terminare mai. Il 21 luglio, a Palermo, nella splendida cornice di Villa Filippina, si sono esibiti con l’accompagnamento dell’Orchestra Giovanile Siciliana, un’orchestra composta da oltre cento giovani professori d’orchestra.

Lello Analfino
Salire sul quel palco è stato emozionante. Non solo, i tempi di esecuzione, nella musica sinfonica, non sono quelli della musica rock. Il Direttore dirige ben sapendo qual è il ritardo che avrà quel suono quando si propagherà e anticipa, ammorbidisce, al fine di ottenere un’esecuzione perfetta. Noi, rocckettari con la barba bianca, siamo più abituati al suono che esce dai monitor che hai di fronte sul palco, diretto, potente, preciso. Invece, su quel palco tutto era impalpabile, trasparente, ma rock puro nella sua essenza. Lavorare con l’Orchestra Giovanile Siciliana è un’esperienza meravigliosa. Il direttore, Alberto Maniaci, è stato estremamente collaborativo ed ha affrontato la sfida con grinta ed entusiasmo ed è riuscito a trasmetterle alla sua ensemble. Per noi è stata un’esperienza meravigliosa che, mi auguro, si ripeterà. Spero che altri artisti e gruppi siciliani decidano di intraprendere questa esperienza e di riproporre il loro repertorio con questo ensemble per creare una sinergia ed uno scambio culturale con validi professionisti e forse, avvicinare un pubblico che è, a volte, distratto nell’ascolto.

di Roberto Greco

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