L’Italia bipolare a Lampedusa è per l’accoglienza, in mare no – VIDEO

Ieri a Lampedusa i rappresentanti delle istituzioni hanno speso parole encomiabili verso l'accoglienza ed il soccorso dei migranti. I tunisini dell'Hot Spot sono stati trasferiti prima che atterrasse il volo di Stato.

La vigilia della Giornata nazionale della memoria del 3 ottobre a Lampedusa va in scena un copione già visto ma allo stesso tempo surreale. L’isola diventa teatro di ipocrisia e giochi di prestigio, scompaiono i tunisini dall’Hot Spot ed appare l’umana carità e l’accoglienza, i sani valori ed il dovere di soccorrere i migranti. Sul palco sono saliti il presidente del Senato Pietro Grasso e la ministra della Pubblica Istruzione – oggi MIUR – Valeria Fedeli e la giornata è stata caratterizzata dal progetto finanziato da fondi comunitari e del dicastero della ministra: “L’Europa inizia a Lampedusa“. Studenti provenienti da vari Stati membri insieme a quaranta del liceo di Lampedusa hanno lavorato su progetti legati al fenomeno dei flussi migratori e sull’integrazione mediante la conoscenza diretta di altri soggetti tra i quali i superstiti del naufragio del 2013. Un incontro che si è tenuto ieri, presso la palestra dell’Istituto Omnicomprensivo Luigi Pirandello dell’isola, tra gli studenti e quanti si sono salvati dalla strage del 3 ottobre 2013 aveva già registrato un piccolo apparente fuoriprogramma: un applauso all’operato delle Ong che con le loro navi hanno salvato migliaia di vite umane nel Mediterraneo centrale.

Sull’isola nel frattempo c’è stato un gran da fare con il trasferimento in blocco dei migranti tunisini da giorni ospiti dell’Hot Spot della discordia. Una nave del dispositivo Frontex ha calato l’ancora appena fuori dal porto mentre motovedette della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza provvedevano a trasbordare i migranti nordafricani dal Molo Favarolo fino a bordo. Centinaia di migranti nordafricani, in massima parte tunisini, trasferiti in un’unica soluzione 24 ore prima dell’arrivo del ministro dell’Interno Marco Minniti ed in concomitanza con l’atterraggio del jet dell’Aeronautica Militare con a bordo il presidente del Senato e la ministra della Pubblica Istruzione. Un trasferimento che è parso un colpo di scopa per spostare la polvere sotto il tappeto. Nelle scorse settimane le azioni delinquenziali dei migranti trasferiti ieri erano state oggetto di polemiche e provocazioni tra l’amministrazione comunale ed il ministero dell’Interno. L’ultima scena a cui l’isola aveva dovuto assistere era stata quella di un violento pestaggio tra migranti a pochi metri dalla chiesa di Lampedusa. Circostanza filmata con uno smartphone e che aveva fatto il giro del più noto social media fino a che lo stesso social, Facebook, non lo ha rimosso da tutti i profili.

In Piazza Castello, sul belvedere in fondo alla via Roma, Lampedusa incontra il presidente Grasso, la ministra Fedeli ed il rappresentante dell’UNHCR Stephane Jaquemet. Apre l’incontro con il suo intervento il padrone di casa, il sindaco Martello, e da subito parte qualche frecciata. “Adesso deve parlare il silenzio”, è l’esordio di Totò Martello. “Basta protagonismi, titoli sparati e dichiarazioni ad effetto. Proviamo a ricordarci – prosegue il sindaco – quale emergenza umanitaria abbiamo di fronte a noi”. Ma il sassolino dalla scarpa non tarda a fuoriuscire: “Lampedusa è stata, è e sarà un’isola dell’accoglienza; e se un sindaco chiede che vengano rispettati anche i diritti dei suoi concittadini, non vuol dire in alcun modo mettere in discussione la naturale vocazione all’accoglienza”. Dopo l’intervento breve ma diretto in cui Martello ha chiaramente detto che non intende accollarsi l’etichetta di razzista o non accogliente, la parola passa al rappresentante dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati. L’intervento di Stephane Jaquemet è l’ultimo con un ancoraggio al realismo: “Io ho un po’ paura oggi che, in un contesto elettorale ci sono voci che dicono che il soccorso in mare equivale ad incoraggiare più migranti a venire in Italia”.

Mancano poche ore al 3 ottobre e circa 24 all’arrivo del ministro Marco Minniti quando gli interventi del presidente Grasso e della ministra Fedeli richiamano la definizione di “surreale”. I discorsi dei due alti esponenti dello Stato e della politica di centrosinistra sembrano tirati fuori direttamente da testi scritti lo scorso anno, quando la maggioranza parlamentare di Governo si vantava dei propri valori e rivendicava il dovere di soccorrere ed accogliere; quando le navi delle Ong solcavano il Mediterraneo centrale sotto il coordinamento della Guardia Costiera italiana e lo Stato del tricolore lamentava il disinteresse europeo verso quelle vite che andavano indiscutibilmente salvate. Il presidente del Senato Pietro Grasso: “Noi dobbiamo essere orgogliosi di come l’Italia ha saputo salvare i principi ed i valori dell’Unione europea” – a cui ha aggiunto – “A poche miglia da qui la vita non è come la possiamo immaginare noi nelle nostre città; ci sono guerre, c’è fame, c’è povertà, ci sono situazioni in cui i diritti individuali non vengono riconosciuti. Ebbene, qui noi riusciamo e riusciremo a salvare la dignità umana, perché questo è un valore non negoziabile per tutta quanta l’Europa e per l’Italia. E dopo aver ricordato la sua esperienza quando ha visto i migranti appena sbarcati dalle navi che li avevano “raccolti” in mare ed il sorriso di speranza alla vista di un volontario che gli offriva del tè caldo, il presidente lascia il palco per l’incontro con la ministra Fedeli.

Valeria Fedeli, insieme ad una rappresentanza degli studenti, parla del bando a cui i ragazzi hanno partecipato e dell’importanza del progetto “L’Europa inizia a Lampedusa”. La ministra argomenta sull’importanza delle migrazioni, sulla trasversalità e sulla “modernità” del tema. Valeria Fedeli spende anche qualche parola sui media e sull’uso che questi fanno di alcuni termini o frasi capaci di “far alzare muri”. Poi il principio dell’immedesimazione secondo Valeria Fedeli: “Ciascuno di noi si dovrebbe sempre mettere nella condizione di sapere che cosa ci aspetteremmo noi se fossimo nella condizione di chi arriva qua, di chi deve scappare da situazioni difficili”. Pochi minuti più tardi un temporale ha fatto calare il sipario. Presidente e ministra hanno proseguito con l’inaugurazione della mostra “Museo della fiducia” e la annessa presentazione dei lavori degli studenti esposti in una sezione ad hoc del museo archeologico di Lampedusa, ma il pubblico ha cercato riparo dalla forte pioggia e il remake dell’Italia che accoglie ha spento le luci in sala. Oggi proseguirà la commemorazione come da programma con il presidente Grasso e la ministra Fedeli, meteo permettendo, e nel tardo è previsto l’arrivo del ministro Marco Minniti.

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