Ministro Minniti a Lampedusa per il 3 ottobre non confermato al Comune

Attesa dal Comune di Lampedusa la conferma del Ministero dell'Interno circa la presenza del ministro Marco Minniti alla commemorazione per la strage del 3 ottobre 2013.

Sarebbe il primo incontro tra il sindaco di Lampedusa e Linosa Totò Martello ed il ministro dell’Interno Marco Minniti da quando il primo cittadino delle Pelagie si è insediato sollevando la questione dell’Hot Spot. Da Lampedusa, Martello aveva inviato vari messaggi al ministro circa la gestione del centro per migranti di Contrada Imbriacole e la sicurezza offerta a Lampedusa dal Ministero di cui è competenza assoluta la struttura. Al riguardo, dopo disagi e piccoli crimini commessi sull’isola da migranti tunisini che uscivano dall’Hot Spot, il sindaco aveva anche lanciato una dura provocazione: se non sono in grado di gestirlo allora lo chiudano. Il 3 ottobre, in occasione della commemorazione ed anniversario della strage di Lampedusa del 2013 e della “Giornata nazionale della memoria”, sull’isola pare debba arrivare anche il ministro Minniti.

Il ministro Marco Minniti
Al Comune di Lampedusa e Linosa però non è ancora giunta alcuna nota ufficiale da parte del Ministero. In attesa di conferme sulla presenza del ministro, previste per lunedì, il sindaco Martello non si sbilancia sui contenuti del confronto che finalmente si terrà fra le parti: “Facciamolo arrivare a Lampedusa, poi si vedrà di cosa parleremo”. La giornata di martedì 3 ottobre vede comunque a Lampedusa una presenza istituzionale non indifferente. Salvo variazioni di programma, il ministro dell’Interno Marco Minniti e la sottosegretaria alla presidenza del Consiglio dei Ministri Maria Elena Boschi si dovrebbero aggiungere ai già confermati presidente del Senato Pietro Grasso ed alla ministra della pubblica istruzione Valeria Fedeli. La sottosegretaria Boschi solcherebbe il comune che alla consultazione referendaria del 4 dicembre 2016 bocciò categoricamente e con alta affluenza alle urne la riforma costituzionale di cui era titolare quale appunto ministra per le riforme costituzionali.

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