Ong tedesca ferma a Lampedusa per controlli – VIDEO

Scortata in porto e bloccata da controlli ordinari ad equipaggio e nave da Capitaneria di Porto. Sbarcati anche due migranti siriani soccorsi giorni prima dalla Guardia Costiera e trasbordati sulla Iuventa

Due guardacoste serie CP-300 e due gommoni di nave Diciotti con tanto di lampeggianti blu accesi hanno accompagnato nel porto di Lampedusa la nave Iuventa della Ong tedesca Jugend Rettet. L’imponente scorta della Guardia Costiera che ha scortato poco dopo la mezzanotte la Iuventa non è stata una azione di Polizia Giudiziaria e da quel che si apprende non è stato intimato l’immediato ingresso in porto alla nave di soccorso umanitario. Un “normale controllo” che fa comunque saltare la mosca al naso. La Ong in questione lunedì si era seduta al tavolo del Viminale per la lettura del testo definitivo del Codice di Condotta per le Ong e si era poi rifiutata di firmare come l’unica altra presente: Medici Senza Frontiere. La Iuventa aveva a bordo due migranti siriani che erano stati soccorsi da nave Diciotti della Guardia Costiera e trasbordati sulla nave di soccorso civile con consegne di sbarco a Lampedusa. Dopo le operazioni di sbarco ed affidamento dei due migranti al personale dell’Hotspot dell’isola accompagnati dalle Forze dell’ordine è iniziato il controllo della nave e del suo equipaggio concluso con la consegna di tutti i passaporti agli ufficiali di Guardia Costiera.

La Iuventa aveva effettuato un trasbordo da nave Diciotti di due migranti siriani, ben vestiti e con due trolley misura bagaglio a mano, che navigavano a bordo di un barchino nel Mediterraneo centrale. Il trasbordo era avvenuto quattro giorni addietro e la Iuventa aveva impiegato tempo per raggiungere Lampedusa. Giunta nelle vicinanze dell’isola le era stato chiesto dalla sala operativa della Guardia Costiera di verificare la presenza di una barca di migranti tunisini segnalata nelle vicinanze. Ricerca che ha dato esito negativo. La nave della Ong si è quindi portata nelle immediate vicinanze di Lampedusa attendendo in rada per una decina di ore senza fare ingresso in porto. Il promemoria per completare le consegne ricevute sono stati i due gommoni della stessa nave che le aveva affidato i migranti siriani per poi, successivamente, seguirla nella sua strana rotta. Il comandante della Capitaneria di Porto di Lampedusa, nonché della Settima Squadriglia Guardia Costiera, Tenente di Vascello Paolo Monaco, è salito a bordo della nave della Ong tedesca battente bandiera olandese e si è trattenuto nella plancia di comando per circa un ora e mezza. Poi, i suoi attendenti sono scesi con in mano una pila di passaporti.

La nave Iuventa ed il suo equipaggio questa notte non sono stati accusati di nulla. La vistosa operazione risulta quindi un normale controllo di una nave straniera che entra in un porto italiano. Verifica approfondita che si è protratta per l’intera mattinata e ha obbligato la nave traghetto che arriva da Porto Empedocle a dirottare sullo scalo alternativo dell’isola essendo la banchina del porto commerciale impegnata dalla Ong che a Lampedusa ha trascorso la notte. Che ci sarebbe stata una stretta sui controlli da parte delle autorità italiane sulle navi delle Ong era stato messo in conto dalle stesse che ha declinato l’invito a firmare il Codice di Condotta, ma allo stato attuale nulla pare venir imputato alla Jugend Rettet in violazione a tale codice o alle leggi ed ai trattati internazionali vigenti. Peraltro non c’è alcuna sanzione o conseguenza automatica al rifiuto del Codice di Condotta e le Ong pare stiano attendendo il passo falso delle autorità italiane con forzature, nell’applicazione del codice, che permetterebbero l’azione legale alle associazioni che armano le navi di soccorso. Il Codice infatti, secondo le prestigiose consulenze legali commissionate dalle Organizzazioni non governative, qualora venisse attuato, con alcuni dei suoi punti violerebbe diritti e trattati internazionali e concederebbe ampio spazio per il ricorso.

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