Arrestato un imprenditore ed il responsabile ufficio appalti di Ladispoli

Turbativa d'asta con la complicità del funzionario comunale. L'imprenditore aveva costituito cinque società intestate a parenti ed a un operaio. Una società era intestata anche alla madre ottantenne

I Finanzieri del Comando Provinciale Roma hanno tratto in arresto 9 persone, tra i quali il responsabile pro tempore dell’ufficio appalti del Comune di Ladispoli ed un imprenditore romano unitamente a due direttori tecnici delle società coinvolte, in esecuzione di un’ordinanza di otto custodie cautelari in carcere ed una ai domiciliari emessa dal G.I.P. del Tribunale di Civitavecchia per i reati di turbata libertà degli incanti, rilevazione del segreto d’ufficio e falso ideologico. L’attività investigativa, iniziata nel 2016, è partita da una denuncia inerente a plurime irregolarità nella procedura di aggiudicazione di cinque appalti indetti dal Comune di Ladispoli finalizzati alla realizzazione del “nuovo campo di calcio in località Campi Vaccina” dal valore complessivo, a base d’asta, di oltre due milioni di euro.

Gli accertamenti eseguiti dai militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Civitavecchia, coordinati dalla locale Procura della Repubblica, hanno consentito di individuare nel responsabile del procedimento delle suddette procedure di evidenza pubblica colui che scientemente aveva invitato a partecipare più società che, sebbene formalmente distinte, sapeva essere di fatto riconducibili a un unico imprenditore. Aveva pertanto cognizione che le offerte provenissero da un unico centro decisionale, in modo da poter incidere concretamente sull’esito della gara. Il predetto funzionario, al fine di nascondere i fatti illeciti di cui si era reso responsabile, ha occultato la documentazione relativa alle procedure simulandone lo smarrimento e costringendo così i Finanzieri a perquisire, su disposizione del Sostituto Procuratore titolare delle indagini, gli uffici del Comune di Ladispoli. All’esito delle attività è stato rinvenuto il carteggio degli appalti di interesse.

Per perseguire il suo disegno criminoso l’imprenditore aveva costituito cinque diverse società che di fatto venivano gestite ed amministrate in prima persona ma formalmente intestate ai due figli poco più che maggiorenni ed alla moglie, alla madre ottantenne, nonché a un suo dipendente con mansioni di operaio. Al vaglio degli inquirenti ancora diverse gare di appalto, indette da altri Enti pubblici sul territorio nazionale, in cui lo stesso imprenditore avrebbe partecipato seguendo il medesimo schema illecito. Infatti, solo nel circondario della Procura della Repubblica di Civitavecchia, i Finanzieri della locale Compagnia hanno accertato complessivamente la turbativa di ben sedici gare relative ad appalti pubblici indette da otto Comuni per un valore complessivo a base d’asta di 4.200.000 euro. L’attività svolta ha permesso anche di denunziare all’Autorità Giudiziaria, oltre alle nove persone tratte in arresto, altri tre imprenditori e un professionista che si sono resi responsabili di analoghi reati.

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