La fortezza di Confucio

Editoriale di Mauro Seminara

Il giorno in cui un gruppo di cittadini costringe alcuni parlamentari a “fuggire da una violenta aggressione” – così definita a stampa unificata – e chiedere, dicono, l’immediato intervento delle Forze dell’ordine, è il giorno in cui il rapporto tra i cittadini ed i propri rappresentanti dimostra la quasi totale rottura. Anche se poi dovesse risultare veritiera una violenta aggressione verbale e qualche calcio alla vettura con cui un parlamentare, che non ha accettato offese o confronto, è andato via. Comunque, non ci si può limitare alla valutazione delle ragioni e delle colpe di parlamentari e attivisti “No vax”. Sebbene risulti chiaro che questo gioco del facinoroso No-vax e della povera vittima eletta in Parlamento fa comodo a tanti.
No alla violenza, comunque e qualunque cosa accada. Certo! Indovinate chi lo dice? Questo è il motto che imperversa quando i cittadini sbagliano facendo ricorso alla violenza. Su questo principio sono sempre tutti d’accordo, destra, sinistra e centro. Sulla violenza psicologica imposta ai cittadini con la forza delle leggi, e di chi poi è chiamato a farle rispettare, non c’è mai accordo politico e si discute solo per fare di tutta l’erba – chi non approva l’operato dei propri rappresentanti – un unico “fascio” di violenti fuori di testa. Lo abbiamo visto in questi ultimi anni, quando le ragioni dei cittadini vessati dalla crisi economica e dalle riforme correttive dei Governi chiamati a “salvar la Patria” venivano massacrate in virtù di una dozzina di violenti idioti incappucciati. Grazie ad un manipolo di “infiltrati” pronti ad esplodere bombe carta al grido di “Acab!” venivano sfanculate le ragioni di protesta di migliaia e migliaia di pacifici ma incazzati cittadini.
Così si risolve anche il problema dei No-vax. Adesso, oltre che matti fanatici che credono alle scie chimiche e non capiscono l’importanza dei vaccini obbligatori e dell’immunità di gregge, sono anche soggetti socialmente pericolosi. Tanto è qui che si voleva arrivare. Se tu non accetti che io ti impongo un Trattamento Sanitario Obbligatorio e preventivo per i tuoi figli su cui non ti ho fornito spiegazioni e rassicurazioni, vuol dire che sei pericoloso per la collettività – impedendo appunto il raggiungimento dell’immunità di gregge – e lo dimostra il fatto che sei anche violento e capace di aggredire dei poveri parlamentari che hanno votato diversamente dalle tue aspettative la conversione in legge del DL Lorenzin.
In questo frangente, anche se può apparire fuori tema, bisogna ricordare la “Rivoluzione dei gelsomini”, dalle nostre parti meglio nota come “Primavera araba”. Questa è la rivolta che scoppiò a seguito di un insano estremo gesto di un venditore ambulante di fiori tunisino. Il tiranno Ben Alì, quale conseguenza, vide collassare in pochi giorni il suo impero. E chissà per quanto tempo si sarà chiesto cosa poteva essergli sfuggito, quale indizio non aveva colto prima che l’intero popolo gli si rivoltasse contro. Niente. Era tutto in ordine: nessuno poteva parlare di politica, nessuno poteva lamentarsi del proprio onorevole e beneamato leader, nessuno poteva costituire associazioni, l’effige del magnifico e magnanimo Ben Alì campeggiava ovunque come quella di Mussolini negli anni trenta italiani e la Tunisia viveva in un a felicissima sottomissione culturale. Mai un disordine. I tunisini prendevano bastonate e chinavano la testa. Il sogno di ogni tiranno! Tutto filava per il meglio e l’assuefazione alla dittatura sembrava ormai aver raggiunto livelli da impero monarchico. Poi, un giorno, un venditore esasperato da inconsapevolmente il via alla rivolta che – almeno – provò a liberare la Tunisia dalla tirannia e dalla mafia legata al tiranno
A Roma, davanti palazzo Montecitorio, un gruppo di persone si è scagliato con inaudita violenza verbale contro i “propri” rappresentanti. Immagini che ricordano le monete dell’Hotel Raphael. Adesso tutti, o quasi, in Parlamento si staranno interrogando sulla futura possibile necessità di scortare quasi un migliaio fra deputati e senatori. Perché bisogna difendere gli onorevoli dai cittadini, ci mancherebbe!. Mura che si ergono sempre più alte intorno ai palazzi in cui si esercita il potere. Ma sapeva bene Confucio, 2.500 anni fa, che più le mura si stagliano alte a protezione del potere dal suo popolo e tanto più il popolo troverà modo per espugnarle. La classe dirigente italiana attuale non ha e non merita la fiducia di chi l’ha eletta. A parte riderci su quando lo si vede in Tv, ricordiamoci che Razzi è senatore per davvero. L’attuale maggioranza di Governo non è quella che il voto aveva espresso; a meno che gli elettori del PD non volessero un Governo con tre Ministeri al tempo – alfaniani per governare con un centrosinistra-centrodestra. Questa maggioranza non voluta sta attuando un programma elettorale mai proposto e mai votato, e malgrado perfino il Parlamento sia stato giudicato illegittimo ed autorizzabile – secondo la sentenza della Corte Costituzionale – alla sola attività di ordinaria legislatura, questa maggioranza tentò perfino di riformare quasi per intero la Costituzione italiana. Infine, ormai tutti sanno, anche chi non lo ricordava, che uno dei quattro vaccini già obbligatori era tale per merito di una tangente da 600 milioni di lire. De Lorenzo oggi è noto forse più che al tempo della cronaca e della condanna.
Il problema oggi è quindi sempre più di credibilità, ma nessuno pare volersene preoccupare sottovalutando le scintille che scoccano qua e la occasionalmente. Come quella tra No vax e deputati. Forse, invece di costringere il dibattito pubblico al mero “sei contro l’obbligatorietà quindi sei contro i vaccini e quindi sei un idiota incosciente di cui non dobbiamo tenere conto”, era il caso di partire da una vera campagna informativa. Non televisiva come gli spot a favore della riforma costituzionale pagati con i nostri soldi, ma fatta dai medici. Medici di base, gruppi scientifici nelle strutture poliambulatoriali, negli ospedali ed in ogni punto di incontro utile. Forse era il caso di aprire un serio e ponderato dibattito scientifico invece di radiare dall’albo quei medici che la pensano come illustri colleghi stranieri su alcuni vaccini e sull’obbligo vaccinale ma non come il Ministero di Beatrice Lorenzin, alimentando il clima da caccia alle streghe o da totalitarismo sovranazionale.
Ma questa non credibile classe dirigente ha preferito partire dalla coercizione e dalle minacce alla patria potestà e pesanti sanzioni, legittimando così l’idea popolare di una pseudo-dittatura. Se non calerà sui vaccini il sipario lo farà sulla prossima banca da salvare, ma accadrà. E non manca molto. In fondo, anche le Forze dell’ordine si sono adesso miracolosamente accorte che non è più consentito esprimere una opinione se questa lede la presidente della Camera od altra maestà, e che per questo si viene sospesi. La misura è colma ed il muro di Confucio non lo ricorda più nessuno. Certo, se il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca è retto da una ministra con appena un diploma di qualifica professionale, chi lo deve ricordare agli altri cialtroni che la storia tende sempre a ripetersi? La Tv?

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