Prelazione italiana in Libia stracciata da Macron oggi con Haftar e Sarraj

Il presidente francese mette il cappello sul posto che intende ricoprire nella gestione degli investimenti in Libia e l'Italia perde l'occasione di mantenere la propria leadership

Castello di La Celle Saint Cloud – Parigi
Castello di La Celle Saint Cloud, Parigi: Macron, padrone di casa, chiude le porte e discute con il generale Haftar e il presidente del Governo libico Sarraj in un vertice a tre. Fuori c’è tutto il resto del mondo. Fuori rimane anche l’Italia. Mentre la ministra Pinotti discuteva al Pentagono la leadership italiana sull’affare libico il presidente francese metteva la freccia e sorpassava. Non è la prima volta che l’Italia assiste alla volata transalpina quando si parla di Libia. Nel 2011 la Francia aveva bruciato tutti sui tempi della risoluzione delle Nazioni Unite con la prima azione militare sul suolo nordafricano. I bombardieri francesi si erano alzati in volo prima della ratifica. Oggi assistiamo a qualcosa del genere. Il presidente francese ha ricevuto i leader delle due principali fazioni libiche all’Eliseo. Incontro pubblico a favore di stampa che però poco conta in termini di réal politique. Il faccia a faccia da cui è nato l’accordo da dare in pasto ai giornali si è appunto tenuto tra le mura della fortificazione di La Celle Saint Cloud, appena fuori Parigi. A beneficio dei titoli di questa sera e di domani in edicola l’accordo di cessate il fuoco, l’intenzione di indire elezioni e la stretta di mano tra il leader del Consiglio presidenziale di Tripoli Fayez al-Sarraj e il comandante dell’Esercito nazionale libico Khalifa Haftar. Quest’ultimo si era recentemente intitolato la liberazione di Bengasi con una massiccia azione militare a sorpresa ed aveva così mostrato i muscoli alle forze straniere che hanno interessi in Libia oltre che alla stessa Tripoli. Il messaggio sulla pretesa di trovare appoggi esterni per la ricostituzione della Forza libica, chiunque sia lo sponsor, era chiaro e Macron pare avere colto l’appello.

Le accelerazioni sulla Libia aprono quindi a scenari di guerra alle porte ed i leader delle fazioni opposte, Haftar e Sarraj, ne sono consapevoli e non intendono soccombere. Questo paventava l’incontro al Pentagono per quello che è stato definito “Hub” per la crisi del Mediterraneo. In altri termini, come abbiamo già scritto, una missione militare la cui sala di controllo operativo – il suddetto Hub – sarà impiantato nel quartier generale Nato del Mediterraneo e cioè a Napoli. Scenari da guerra fredda invece si aprono adesso in Europa, dove la Francia di Macron si rende protagonista di uno smacco notevole alla cugina Italia. Freddati infatti gli esponenti di Governo italiano che hanno avuto un breve preavviso del vertice parigino e nessun invito. Ulteriore sottolineatura del sorpasso francese è l’accordo, con i due leader libici, di opporre il massimo contrasto al traffico di migranti ed ai terroristi. Attività su cui pareva essersi fortemente spesa l’Italia negli ultimi tempi, anche con il vertice di Tunisi di ieri. Domani, mercoledì 26 luglio, Il premier libico Fayez al-Sarraj sarà a Roma. Adesso però le contrattazioni partiranno da un accordo già concluso con la Francia e diverrà inevitabile il gioco del “chi offre di più?”.

Nella foto ANSA/EPA in apertura i tre leader Sarraj, Macron e Haftar immortalati nella storica stretta di mano all’Eliseo

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