Ad Agrigento il ministro Alfano riceve il premier libico Ahmed Maiteeg

All'ombra del Tempio della Concordia il ministro degli Esteri agrigentino apre domani il forum italo-libico su imprese e progetti tra i due Paesi. Al tavolo anche il primo ministro nordafricano Ahmed Maiteeg

Mentre a Tallin i ministri degli Interni dell’Ue discutono su come finanziare la Libia – con fondi di investimenti europei e trasferimenti liquidi per circa 35 milioni – per il contrasto all’immigrazione, e mentre Amnesty International condanna con forza questa forma di finanziamento alla Libia e le conseguenze che ne deriverebbero, l’Italia con il suo ministro degli Esteri Angelino Alfano cerca di spianare la strada ai possibili ritorni per l’imprenditoria nostrana. Oggi Angelino Alfano ha incontrato il primo ministro della Libia Ahmed Maiteeg, dal quale ha ricevuto l’invito a ricambiare la visita; ma nella appena liberata Bengasi e non a Tripoli. Domani, nella cornice suggestiva della valle dei templi di Agrigento, si terrà un incontro organizzato anche con l’aiuto di Maiteeg. Avendo come sfondo il Tempio della Concordia, imprenditori Italiani e imprenditori Libici prenderanno parte al forum sugli scambi commerciali interrotti con la guerra in Libia del 2011. Alfano ha dichiarato che nonostante le condizioni della Libia non danno ancora segnali di tranquillità, questo incontro sarà una start-up iniziale che permetterà agli investitori economici sia Italiani che Libici di riavvicinarsi.

Sembrerebbe che l’Italia voglia intercettare da subito gli eventuali investimenti, anche strutturali, che dovrebbero effettuarsi in Libia in vista di un quasi probabile accordo con gli stati Europei per la concentrazione degli immigrati nel territorio nordafricano. Progetto che verrebbe reso possibile anche grazie al beneplacito dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati che si è offerto come garante per la salvaguardia dei diritti dei migranti in Libia.
Coincidenza di eventi, quella di Tallinn e quella di Agrigento. Stando però all’agenda del Viminale ed a quella della Farnesina, risulterebbe un tentativo di anticipare appunto i lavori così da intercettare possibili interessi economici sia di Francia che di altri paesi Europei in Libia. In tal modo, l’Italia piangerebbe con un occhio soltanto la negazione europea di condivisione dei migranti economici sempre più in aumento sulle nostre coste. Il dato attuale è di quasi il venti percento in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Angelino Alfano si è anche sbilanciato sul fronte degli investimenti Italiani in Libia, che dovrebbero attestarsi intorno ai 20 milioni, con iniziative in favore dello stesso Paese.

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