Lampedusa, caccia-bombardieri a bassa quota tra i turisti

Continuano i passaggi radenti a velocità ultrasonica dei caccia-bombardieri Eurofighter su Lampedusa. Gli isolani infastiditi a disagio con i turisti cercano di rassicurare gli ospiti

Alle tredici in punto una coppia di Eurofighter ha sorvolato la pista dell’aeroporto internazionale civile di Lampedusa. Una passaggio radente ed a bassa velocità. Due caccia-bombardieri italiani che distavano una trentina di metri l’uno dall’altro e meno di cento dal suolo. Gli stessi, qualche minuto dopo, giusto il tempo di virare ad “U” sono passati nuovamente sull’isola a bassa quota ma con un passo un po’ più svelto. I lampedusani hanno masticato tra i denti qualche invettiva per poi tornare ai propri impegni. Ci sono in parte abituati. Accade con una certa frequenza che questi novelli Top Gun nostrani decidano, per inspiegabili ragioni, di fare la barba alla torre di controllo dell’aerostazione turistica dell’isola.

Alle 17:10 però un nuovo passaggio radente ha fatto scattare tutti gli impianti di allarme delle auto nel centro abitato e l’invettiva locale si è trasformata in vere e proprie imprecazioni. Ciò che ha fatto il pelo a Lampedusa nel pomeriggio non è chiaro e pochi sono riusciti ad intravederne la sagoma. Quel che è certo è che, oltre ad una quota eccessivamente bassa, il velivolo militare è sfrecciato a velocità supersonica appena cinque minuti prima del decollo di un Airbus 320 con i suoi turisti diretti a casa dopo le vacanze. Appaiono a questo punto anche legittime le lamentele degli isolani che si ritrovano a spiegare ai turisti che non si è in guerra, che non si corre alcun rischio e che forse si tratta solo di giocherelloni in giro di pattugliamento sui cieli italiani. A patto che l’ultimo a sfrecciare fosse davvero una caccia italiano.

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