Guerra alla ‘Ndrangheta, 116 fermi nella locride

Maxi-operazione dei Carabinieri questa mattina nella locride. Un esercito dispiegato per il fermo dei 116 indagati per associazione mafiosa. In campo i Ros dell'Arma

Circa mille tra carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Reggio Calabria, elicotteri ed unità cinofile impegnati dall’alba di questa mattina per dare seguito al provvedimento della Procura di Reggio Calabria che ha disposto il fermo di 116 indagati nella locride. Le accuse sono di associazione mafiosa, porto e detenzione illegale di armi, estorsione, truffa, ed altri reati aggravati dalla finalità mafiosa. Colpite al cuore le ‘Ndrine di Locri e dintorni. La culla della ‘Ndrangheta ed attuale centro di potere per le cosche che operano dentro e fuori dal territorio calabrese. Per stanare gli indiziati sono state impiegate unità cinofile insieme a squadre militari specialiste nel reperimento di cavità nascoste, tipiche del sistema di occultamento dei latitanti calabresi.

Il colpo sferrato ai danni delle cosche della parte ionica che comprende comuni storicamente mafiosi come San Luca e Platì è uno dei più duri mai inferti a questi mandamenti e segue il lavoro già svolto che ha portato all’arresto di potenti boss locali e della cattura in Brasile di Vincenzo Macrì. Le indagini sono state condotte dai Militari del Ros congiuntamente al Comando provinciale della Benemerita. L’operazione è attualmente ancora in corso e si attende il bilancio definitivo della maxi-retata.

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