Elezioni a “macchia di giaguaro”

Secondo il segretario del Partito Democratico “i risultati delle amministrative sono a macchia di leopardo”.
Bella figura metaforica, considerato che il suo predecessore alla guida del PD voleva “smacchiare il giaguaro” Berlusconi. Ed è proprio il giaguaro di Arcore ad aver macchiato come un leopardo il risultato delle amministrative. La coalizione di Lega Nord e Fratelli d’Italia capitanata da Forza Italia ha infatti conquistato un ottimo risultato: 59 Comuni contro i 67 delle liste di centrosinistra. Si potrebbe supporre che gli elettori, tra l’alleanza di destra e la destra sotto mentite spoglie del PD, abbiano preferito l’originale. Un pensiero ragionevole in merito l’ha maturato lo stesso Matteo Renzi nel medesimo post notturno su Facebook: “Gente che non ha mai preso un voto commenterà con enfasi dimenticando che i candidati contano più del dibattito nazionale”. Vero. Gli elettori comunali conoscono, nel più dei casi, personalmente il candidato sindaco. Ed il partito politico a cui questi aderisce conta poco o nulla rispetto alla stima di cui gode a titolo personale. L’unico appunto a questa condivisibile riflessione è un promemoria per il Partito Democratico: se questo ragionamento è valido, allora doveva essere valido anche quando tutti i Dem ricoprivano di scherno i “grillini” per il magro risultato elettorale del primo turno. Certo, un minimo di comprensione è dovuta anche nei confronti dei piddini del Nazareno. La paura che il Movimento 5 Stelle prendesse la guida della maggior parte dei Comuni al voto era tale che, a scampato pericolo, una liberatoria quanto corale idiozia è fuoriuscita spontanea dalle bocche dei poveri Dem. “I candidati contano più del dibattito nazionale” ha scritto Renzi. Infatti i sondaggi indicano un Partito Democratico che a livello nazionale continua ad inseguire il M5S. Ed oggi non si parla di “effetto rimbalzo” come all’indomani del primo turno. Anche a Trapani questo ragionamento si può applicare? Forse si. Il povero candidato del PD trapanese, Piero Savona, pare destinato a lunghe sedute di psicanalisi. Il suo livello di autostima politica avrà ormai raggiunto lo zero. Savona è stato infatti sconfitto dagli elettori suoi concittadini mentre correva da solo al ballottaggio. Il secondo turno non ha raggiunto il quorum. A Trapani pare abbiano detto “No Fazio, no party!”. Che l’indice di gradimento nazionale, come anche le “opportunità” che il partito di Governo può offrire al proprio candidato sindaco, non contano a livello locale lo aveva già dimostrato il Comune di Lampedusa e Linosa con la sonora bocciatura della sindaca vanto del Partito Democratico. A Lampedusa, che Matteo Renzi abbia scelto Giusi Nicolini quale orgoglio nazionale da presentare al presidente degli Stati Uniti d’America non ha certo fatto cambiare opinione sulla propria prima cittadina. E lo hanno dimostrato chiaramente lo scorso 11 giugno.

L’unico vero vincitore di queste comunali resta quindi il giaguaro che Bersani voleva smacchiare ed al quale Renzi ha invece restituito tutte le macchia; fino a ritrovarsi con delle amministrative a macchie, si, ma di giaguaro e non di leopardo.
Eh, si, caro Orfini: ci vuole tanta pazienza!

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