Delrio, gli scioperi…e Lampedusa

É Notizia di ieri l’affermazione del ministro per i trasporti Graziano Delrio circa “le minoranze che tengono in ostaggio il Paese”. La dichiarazione di Graziano Delrio fa discutere, ma con placido candore. Come dire: una dichiarazione come un’altra. Ma quale è la definizione di minoranza per il ministro? Se per scioperare, protestare o creare disagio in stato di agitazione al fine di difendere i propri diritti bisogna essere in trenta milioni più uno, vien da sé che il diritto allo sciopero verrà cancellato. L’affermazione filo-dittatoriale di Delrio non è un approccio inedito nell’Italia del cosiddetto Governo “Renziloni”. Un esempio potrebbe essere fatto paragonando la coercizione per i vaccini della ministra Lorenzin. Se sei contro i vaccini o hai anche solo dei dubbi ti obbligo a farne dodici; e se ancora non intendi piegarti ti multo e ti spodesto. La domanda quindi è: di che colore sono le camicie degli esponenti di Governo? Grigio scuro? Può darsi, ma una tonalità molto scura di grigio. Se il ministro per i trasporti aggiunge che deve decidere il Parlamento su una eventuale “stretta” sulla regolamentazione degli scioperi nel settore dei trasporti poco ci rassicura. Di fatto la maggioranza in Parlamento è quella del partito di Delrio. E non è comunque c’è mai stato un limite per questo Governo nell’uso dei Decreti-legge. Appunto con un DL è stato introdotto l’obbligo di dodici vaccini sulla base di una presunta epidemia di morbillo che legittimerebbe però altri undici vaccini obbligatori. Se a questo punto vi state chiedendo cosa c’entri Lampedusa in tutto ciò, la correlazione vi sarà presto chiara. Sul proprio profilo Facebook, circa una settimana dopo la disfatta elettorale di Giusi Nicolini, un ragazzo di Lampedusa ha scritto: “Ho difeso Lampedusa criticando l’ex sindaco, e Peppino (marito della sindaca Nicolini, ndr) mi ha bloccato su Facebook. Anche Mussolini bloccava i dissidenti politici, purtroppo per loro Facebook non esisteva”. Al post sul social è seguito un gran numero di commenti di altri lampedusani bannati sia da Giusi Nicolini che dal marito segretario del circolo PD di Lampedusa. Pare quindi che la sindaca – e consorte – “censurava” commenti o commentatori non favorevoli alla sua amministrazione o critici nei suoi riguardi. La critica però è notoriamente costruttiva e chi governa dovrebbe ascoltare le critiche più che le lodi, perché la dove c’è una critica non può che esserci un problema su cui dover intervenire. Il risultato conseguente al despotismo nicoliniano a Lampedusa ormai lo conosciamo tutti e ancora oggi tiene banco in dibatti e sui social. Dibattiti che però tengo di rado conto del rapporto consenso-censura. Quanti voterebbero una persona che ti ha “cancellato” per aver osato criticare o chiedere spiegazioni con tono polemico su un disservizio? Pochi, certo. Cosi pochi da far arrivare terza una tra i quattro candidati alla poltrona di sindaco. A livello nazionale la filosofia pare non essere tanti differente. C’è un problema nel settore dei trasporti? Stato di agitazione e scioperi? Secondo Matteo Renzi “l’ennesimo sciopero dei trasporti è uno scandalo”. Cosa hanno in Comune Matteo Renzi, Graziano Delrio e Giusi Nicolini, oltre alla segreteria del PD? Rispondetevi da soli.

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