VIDEO – Naufragio Lampedusa, le immagini dei soccorritori

Alcune brevi sequenze dei concitati momenti di soccorso dei superstiti del naufragio realizzate dai rescue swimmer della Guardia Costiera. Nel naufragio hanno perso la vita sette persone e risultano dispersi altri nove migranti tra donne e bambini. Nel video si vede anche la chiglia della barca naufragata

La barca capovolta in un fermo immagine delle riprese video dei rescue swimmer della Guardia Costiera durante i soccorsi ai naufraghi del 30 giugno 2021 al largo di Lampedusa

di Mauro Seminara

Nelle strazianti immagini riprese dalle mini videocamere sui caschetti dei soccorritori della Guardia Costiera si vedono le due motovedette SAR “CP309” e “CP312” con superstiti a bordo o in fase di recupero. Si sentono però anche le urla di terrore di chi è in mare e si vede, malgrado il buio della notte, la barca di legno con i colori tunisini rovesciata e una luce in cielo proveniente dall’elicottero di Frontex. Queste sono sommariamente le immagini che la Guardia Costiera ha diffuso dopo le ore 13 odierne a testimonianza del loro disperato tentativo di trarre in salvo il maggior numero di persone. Ma l’esperienza dei rescue swimmer della Guardia Costiera non può porre rimedio ad un naufragio ormai avvenuto, al buio del buco nero che per i migranti si estende dalle coste nordafricane a quelle italiane. La barca si era comunque rovesciata a circa sette miglia ovest di Lampedusa, prima che il sole sorgesse, ed in mare sono finiti tutti. Inclusi donne e bambini cui il mare non ha dato scampo.

Al sorgere del sole, nel corso delle ricerche condotte da Guardia Costiera, Guardia di Finanza, Carabinieri, Frontex e pescherecci, galleggiavano soltanto i salvagente lanciati dai soccorritori. Tra donne e bambini, di nove esseri umani non si è avuta più taccia. Altri sette invece, recuperati ma troppo tardi per salvare loro la vita, sono stati posti in bare di legno che adesso si trovano nel vecchio magazzino, da anni ormai usato come camera mortuaria che a tratti somiglia più ad un forno crematorio, del cimitero di Lampedusa in attesa della consueta ricerca di posti disponibili nei cimiteri dei piccoli comuni siciliani. Perché neanche la storia, se pur macabra, lascia una traccia unica e non diffusa di questo fenomeno epocale.

Informazioni su Mauro Seminara 705 Articoli
Giornalista palermitano, classe '74, cresce professionalmente come fotoreporter e videoreporter maturando sulla cronaca dalla prima linea. Dopo anni di esperienza sul campo passa alla scrittura sentendo l'esigenza di raccontare i fatti in prima persona e senza condizionamenti. Ha collaborato con Il Giornale di Sicilia ed altre testate nazionali per la carta stampata. Negli anni ha lavorato con le agenzie di stampa internazionali Thomson Reuters, Agence France-Press, Associated Press, Ansa; per i telegiornali nazionali Rai, Mediaset, La7, Sky e per vari telegiornali nazionali esteri. Si trasferisce nel 2006 a Lampedusa per seguire il crescente fenomeno migratorio che interessava l'isola pelagica e vi rimane fino al 2020. Per anni documenta la migrazione nel Mediterraneo centrale dal mare, dal cielo e da terra come freelance per le maggiori testate ed agenzie nazionali ed internazionali. Nel 2014 gli viene conferito un riconoscimento per meriti professionali al "Premio di giornalismo Mario Francese". Autore e regista del documentario "2011 - Lampedusa nell'anno della primavera araba", direttore della fotografia del documentario "Fino all'ultima spiaggia" e regista del documentario "Uomo". Ideatore e fondatore di Mediterraneo Cronaca, realizza la testata nel 2017 coinvolgendo nel tempo un gruppo di autori di elevata caratura professionale per offrire ai lettori notizie ed analisi di pregio ed indipendenti. Crede nel diritto all'informazione e nel dovere di offrire una informazione neutrale, obiettiva, senza padroni.

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