Siculiana, “Villa Sikania” di nuovo nella bufera per una rivolta – FOTO e VIDEO

Villa Sikania era una struttura di fortuna per migranti ed era sempre stata oggetto di contestazioni da parte della popolazione e del sindaco di Siculiana in provincia di Agrigento. Chiusa per pochi mesi era stata nuovamente impiegata per trattenere migranti nel corso di questa stagione di sbarchi

Siculiana, un momento della protesta a Villa Sikania con migranti sul tetto il 3 settembre 2020

La struttura era stata chiusa, dopo anni di lotte, pochi mesi fa ma all’arrivo della nuova sequenza di sbarchi era stata nuovamente impiegata per trattenere i migranti malgrado sia del tutto inadatta al trattenimento forzato. Oltre all’inadeguatezza di “Villa Sikania” già visibile dall’esterno con finestre rotte e camere sul piano stradale, ci si è messo adesso il sovraffollamento che sembra essere un tratto distintivo della gestione migratoria di questo Governo. Nella struttura sovraffollata le persone trattenute ha raggiunto la misura colma oggi dando vita ad una protesta in stile carcerario, salendo sul tetto ed urlando di non voler più restare rinchiuso.

Le forze dell’ordine che piantonano il centro per migranti, di fortuna e mai adeguato alle necessità di destinazione d’uso, hanno avuto difficoltà nel gestire senza congrui rinforzi la situazione e mentre sui tetti alcuni rischiavano la vita altri da altre finestre hanno approfittato del caotico momento per abbandonare “Villa Sikania” e darsi alla fuga. La protesta ha avuto inizio intorno all’ora di pranzo, ed alle 18 ancora non si era risolta. Intanto però è aumentato il numero di uomini e mezzi delle forze dell’ordine impiegato sul caso. Alcuni per tenere sotto controllo la protesta in loco, altri per cercare i migranti che si erano dati alla fuga. Il sindaco di Siculiana, in provincia di Agrigento, era uno dei promotori della protesta cittadina che portò alla chiusura – temporanea – del centro per migranti.

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