Lampedusa, il Governo riscopre le navi della Guardia Costiera

Motovedette e navi tra Guardia di Finanza e Guardia Costiera per alleggerire il sovraffollamento del centro di prima accoglienza di Lampedusa che sabato notte aveva superato le 1.500 presenze contemporanee a fronte di una capienza massima di meno di 200 persone e servizi igienici adeguati a questi numeri

Nave "CP-940 Dattilo" della Guardia Costiera italiana in rada a Lampedusa la mattina del 31 agosto 2020

di Mauro Seminara

Lampedusa è il campo di battaglia delle elezioni regionali che si terranno tra venti giorni, ed il Dipartimento Immigrazione e Libertà civili del Ministero è probabilmente l’ufficio della disfatta del Governo nazionale che ancora ad oggi non sembra avere compreso come e perché poche centinaia di persone senza passaporto stanno mettendo in ginocchio – agli occhi dell’opinione pubblica – un’intera nazione che i nazionalisti ormai sono pronti a governare. A determinare la Caporetto nazionale, a Lampedusa, è la stessa arma, a doppio taglio, usata dai competenti ministeri forgiata nella fucina dell’emergenza sanitaria da Covid-19. La ostinata quarantena dei migranti negativi al tampone, la scelta di impiegare “navi quarantena” da un milione di euro al mese che assecondano le assurde richieste di sindaci e governatore della Sicilia, la perdita della funzione “prima accoglienza” del centro per migranti di Lampedusa, sono tutti errori o sintomi di incapacità che stanno causando gravi conseguenze, da Lampedusa fino all’ultima regione contesa a questa ormai prossima tornata elettorale.

Motovedetta imbarca migranti per trasferirli su nave “Dattilo”

Il Governo si è svegliato d’un tratto, come da un brutto sogno, ricordando che lo Stato italiano dispone di assetti navali ed aerei da superpotenza militare e finalmente ha deciso – o almeno sembra – di farne ausilio per alleggerire la situazione a Lampedusa, dove sabato notte si era arrivati a superare le 1.500 presenza contemporanee con lo sbarco dei 367 migranti salpati dalla Libia a bordo di un grande peschereccio. Oltre 1.500 persone in una struttura che ne può contenere al massimo meno di 200 e nella quale sono irrimediabilmente fermi al palo i lavori di ristrutturazione. Nel frattempo volano via milioni di euro extra ogni mese per le “navi quarantena”. Due, per esattezza, attualmente in servizio (la “Azzurra” di GNV e la “Aurelia” di SNAV) con un costo arrotondato per difetto di un milione di euro al mese cui vanno però aggiunti i costi del personale Croce Rossa che opera a bordo, delle forze dell’ordine che garantiscono la sicurezza durante le operazioni di imbarco e sbarco dei migranti isolati 14 giorni a bordo, delle motovedette che vi orbitano intorno per la sicurezza in mare da quando davanti il porto di Porto Empedocle un migrante si gettò dal “ponte 6” della nave quarantena “Zazà” di Moby – circa 15 metri sul livello del mare – e morì in quelle acque mosse per essere poi ritrovato a due miglia di distanza.

Migranti attendono imbarco su motovedetta della Guardia Costiera

All’apice di un sovraffollamento ingiustificabile del centro di prima accoglienza di Lampedusa, e di una spremitura disumana del personale che vi opera, dalle forze dell’ordine agli operatori dell’ente gestore, a Lampedusa sono arrivate prima una motovedetta della Guardia di Finanza (ieri sera) e poi una nave della Guardia Costiera – la “CP-940 Dattilo” – sulla quale le motovedette SAR classe 300 di stanza a Lampedusa stanno trasbordando le persone migranti del sovraffollato centro di prima accoglienza che oggi è un ibrido da una struttura di fortuna ed un mezzo lager, essendo anche i servizi igienici tarati per una struttura da meno di 200 posti. Sulla motovedetta della Guardia di Finanza, intorno alla mezzanotte appena trascorsa, sono stati imbarcati oltre 160 passeggeri da trasferire in Sicilia, in barba alle logiche secondo cui una nave Ong che soccorre naufraghi in acque internazionali non risulta adeguata ad imbarcare così tanta gente perché il depuratore delle acque reflue non è omologato o per altri dettagli pari alla gravità di una freccia rotta oppure un finestrino che non va giù. Dopo l’operazione “motovedetta della speranza” con la scritta Guardia di Finanza, è giunto il turno della nave della Guardia Costiera in rada, davanti il porto di Lampedusa, che dovrà imbarcare altri 250 circa. A questa riscoperta della flotta Guardia Costiera si aggiungeranno altre due navi – ancora non identificate ma delle quali vi daremo conto – che secondo agenzie di stampa dovrebbero essere pronte ed operative già da mercoledì.

Motovedetta della Guardia di Finanza imbarca migranti a Lampedusa

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