Lampedusa, centro per migranti sempre pieno

Trasferiti 520 migranti dal centro di accoglienza di Lampedusa ma in un ora ne arrivano altri 121 e nella struttura di contrada Imbriacola si superano di nuovo le 500 presenze. I dati degli arrivi e l'incremento del flusso di partenze dalla Tunisia non danno tregua ad un sistema di accoglienza a collo di bottiglia

Un gruppo di migranti nel centro di prima accoglienza di Lampedusa il 26 luglio 2020

di Mauro Seminara

Fra le imbarazzanti polemiche di questi giorni con stracci che volavano tra il sindacato di Polizia ed il sindaco di Lampedusa – due istituzioni nell’ordinamento dello Stato – per test sierologici e tamponi, il centro di prima accoglienza dell’isola ha superato le mille presenze ed anche il trasferimento di ieri di 520 persone con tre navi non ha risolto il problema. Al termine dei trasferimenti, nel corso della notte appena trascorsa, il numero degli ospiti al centro di accoglienza avrebbe dovuto superare di poco la cifra di 400 persone. Durante le operazioni di imbarco sulle navi “Peluso” e “Denaro”, rispettivamente della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza, un barchino (foto in basso) è entrato in porto e sulla banchina vicino il Molo Magazù sono sbarcati 8 migranti di nazionalità tunisina.

Tutti ed otto subito fermati dai militari dalla Guardia di Finanza usciti dalla vicina Tenenza, i migranti sono stati accompagnati davanti la caserma fino all’arrivo dell’ambulanza per il triage e del pulmino per il trasferimento al centro di accoglienza. Da li a breve altri arrivi hanno riguardato Lampedusa e in breve il numero degli ospiti del centro di Contrada Imbriacola ha superato nuovamente le 500 presenze. A “contenere” il sovraffollamento, tra l’altro, ci aveva messo del suo anche il meteo con una notte di vento e mare increspato che aveva persuaso i migranti tunisini a rimandare di un giorno la partenza. Proprio l’esodo tunisino sta determinando un continuo ingolfamento del sistema di gestione dei migranti.

Nei primi sette mesi dell’anno, secondo i dati del Ministero dell’Interno aggiornati al 24 luglio, erano già sbarcati 3.988 “harrgas” tunisini sulle nostre coste. Dal 24 luglio la cifra tonda di 4.000 è stata senz’altro raggiunta. Si tratta, sempre secondo i dati del Viminale, del 35% del totale migranti sbarcati in Italia. Sottraendo al totale approdato quest’anno la percentuale frutto del sensibile incremento di partenze dalla Tunisia, il risultato sarebbe di 7.346 migranti sbarcati in Italia. Circa il doppio rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, che al 24 luglio aveva registrato 3508 arrivi. Il dato non è assolutamente motivo di allarme, considerato che sarebbero poco più di 7.000 persone. Nulla da poter anche solo impensierire una nazione che conta 60 milioni di abitanti.

I problemi si verificano comunque però, e probabilmente per due importanti ragioni. Una riguarda appunto l’incremento delle partenze dalla Tunisia che pare stia facendo trovare Lampedusa sottopotenziata per struttura di prima accoglienza con un numero posti letto limitato (foto sopra e sotto). L’altro è l’evidenza del sistema di intervento in mare dei dispositivi navali schierati. Se prima le navi della Guardia Costiera, talvolta della Marina Militare e, soprattutto, delle Ong potevano raggiungere porti assegnati diversi ed in diverse regioni del sud Italia, adesso tutto il carico è concentrato sul solo centro di prima accoglienza di Lampedusa in primo approdo e sui porti di Porto Empedocle e Pozzallo al primo trasferimento. La struttura di Lampedusa inoltre attende una ristrutturazione da anni ed un intero padiglione dormitorio è ancora un cantiere sospeso.

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