Fermata anche ammiraglia ONG “Ocean Viking”

Il Mediterraneo centrale adesso è libero dalle navi Ong che tra fermate e bloccate per lavori di adeguamento alle disposizioni dell'autorità marittima italiana sono ormai tutte fuori gioco. La Ocean Viking è l'ammiraglia della flotta Ong con i suoi 70 metri di lunghezza e la sua dotazione di bordo

La nave Ocean Viking nel porto di Porto Empedocle al termine della ispezione di Guardia Costiera la sera del 22 luglio 2020

di Mauro Seminara

La nave Ocean Viking non è una piccola nave o un ex rimorchiatore come la maggior parte delle navi di organizzazioni non governative. La Ocean Viking è una nave lunga 70 metri, attrezzata e con ampia autonomia di navigazione anche con molti naufraghi a bordo. Eppure, per i serrati controlli effettuati dalla Guardia Costiera nella giornata di ieri, 22 luglio 2020, dall’ispezione sono emerse “diverse irregolarità di natura tecnica e operativa tali da compromettere non solo la sicurezza dell’unità e dell’equipaggio ma anche delle persone che sono state e che potrebbero essere recuperate a bordo, nel corso del servizio di assistenza ai  migranti svolto dalla nave, così come alcune violazioni alle normative a tutela dell’ambiente marino“.

La Ocean Viking nel porto agrigentino di Porto Empedocle la sera del 22 luglio 2020

La nave Ocean Viking, nave umanitaria battente bandiera norvegese armata dalla organizzazione non governativa internazionale SOS Mediterranee, ieri “è stata sottoposta a ‘fermo amministrativo’ che permarrà fino alla rettifica delle irregolarità rilevate in sede ispettiva e, per alcune di esse, sarà necessario l’intervento dello Stato di bandiera che detiene la responsabilità della conformità della nave rispetto alle Convenzioni internazionali e alla legislazione nazionale applicabile. Così il comunicato stampa della Guardia Costiera che, con formula ormai rodata nel corso dei vari fermi amministrativi di navi Ong, ha annunciato ieri l’intervento amministrativo a carico della nave che la notte tra il 6 ed il 7 luglio sbarco 180 naufraghi nel porto di Porto Empedocle.

Una motovedetta classe Corrubia della Guardia di Finanza scorta in porto a Porto Empedocle la Ocean Viking il 6 luglio 2020

Dopo le operazioni di sbarco, terminate intorno alle tre del 7 luglio, i migranti soccorsi dalla nave Ong sono andati a bordo della nave quarantena Moby Zazà. Poche ore dopo anche la nave Ong è stata sottoposta a quarantena al largo di Porto Empedocle. Il giorno successivo, l’8 luglio, è la stessa Ong che annuncia quanto segue: “Le autorità sanitarie informano Ocean Viking che i risultati dei test Covid-19 per i 180 sopravvissuti sono negativi“. Alla nave della organizzazione internazionale viene imposta la quarantena senza opzione per l’equipaggio che poteva anche non essere interessato a sbarcare in Italia. La mattina del 7 luglio inizia il periodo di isolamento in rada della nave arancione che ha salvato 180 vite umane in mare. Il 22 luglio, ieri, la Ocean Viking era già ormeggiata in porto a Porto Empedocle su disposizione dell’autorità marittima. L’ispezione, durata quasi per intero la giornata di ieri, era “volta a verificare l’ottemperanza alle norme, ad essa applicabili, in materia di sicurezza della navigazione, protezione dell’ambiente – recita la nota della Guardia Costiera – e tutela del personale navigante“.

La nave della Ong internazionale SOS Mediterranee sottoposta a fermo amministrativo nel porto di Porto Empedocle il 22 luglio 2020

Della flotta di navi Ong non ce ne è una operativa e molte sono state messe fuorigioco con la stessa modalità. La prima a capitolare, in assoluto, era stata la “Iuventa” della Ong tedesca Jugend Rettet. Dall’agosto 2017, epoca del sequestro, la nave si trova ancora a Trapani in attesa di un passo avanti sul piano giudiziario apparentemente fermo all’estate di tre anni addietro. La “Sea Watch 3”, nave della Ong tedesca Sea Watch già protagonista di circostanze da prima pagina, è ferma a Porto Empedocle come la Ocean Viking e per le stesse ragioni. Così era stato disposto anche per Alan Kurdi e Aita Mari dopo la quarantena nella rada portuale di Palermo. Le due navi avevano soccorso naufraghi e dopo qualche giorno di attesa avevano trasbordato sulla nave Rubattino le persone salvate. Dopo un lungo periodo le due navi erano state autorizzate a recarsi nei Paesi di bandiera per terminare gli interventi di adeguamento dovuti alle “diverse irregolarità” rilevate dagli ispettori della Guardia Costiera. Open Arms sta terminando la messa a punto, radicale, della omologa barca mentre rimane ferma la veloce ma piccola “Astral”. In mare, nel Mediterraneo centrale sulla rotta migratoria libica, non c’è più una nave che possa soccorrere persone in pericolo. Neanche Salvini poteva sperare in un simile risultato senza utilizzare i decreti sicurezza che di fatto non hanno prodotto alcun risultato.

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