Migrazioni, 14 sbarchi ieri a Lampedusa. Il flusso non rallenta – FOTO e VIDEO

Naufragio a sud di Lampedusa con avvistamento Frontex ed intervento della Guardia Costiera. In un giorno 14 sbarchi per un totale di 219 persone. Il centro di prima accoglienza che non ha mai visto completare la ristrutturazione aveva a mezzanotte 560 migranti ospiti. Il flusso non rallenta e ricorda quello del 2011

Motovedetta della Guardia Costiera con migranti a bordo entra in porto a Lampedusa al tramonto del 13 luglio 2020

di Mauro Seminara

Il ritmo incessante con cui barche e barchini di persone migranti arrivano a Lampedusa ricorda inevitabilmente quei primi giorni di febbraio del 2011. Esattamente i giorni che precedevano l’exploit con cui sull’isola sono approdati oltre 4.000 migranti in un paio di giorni e per Lampedusa fu il tracollo. A quel tempo la gestione dell’immigrazione era affidata al Viminale di Roberto Maroni, il leghista che negò l’immediata riapertura del centro di prima accoglienza ed immobilizzò migliaia di harragas in condizioni disumane sull’isola di cui in breve divenne emblema la cosiddetta “collina della vergogna”. Adesso al Viminale non c’è un ministro della destra leghista, ma in Tunisia c’è una emorragia di giovani che non trova più come sostentarsi. Sarà una prova che, dagli esordi cui assistiamo, sembra che neanche il ministro degli Interni Luciana Lamorgese sarà in grado di superare senza compromettere per intero Lampedusa sul piano sociale.

Ieri abbiamo dato conto degli eventi migratori su Lampedusa dalla mezzanotte fino a mezzogiorno, dovendo seguire ogni singolo sbarco in loco grazie al silenzio – quasi omertoso – delle istituzioni su informazioni che dovrebbero essere accessibili ma che invece vengono sempre negate alla stampa, quindi al popolo italiano. Una applicazione del diritto democratico all’informazione che neanche il peggior pretendente ai “pieni poteri” avrebbe mai potuto sperare di poter attuare. Una sola informazione, eccezionalmente da quando la Guardia Costiera italiana salvò una balena o qualcos’altro, è stata diffusa ieri dall’ufficio relazioni esterne del Comando generale delle Capitanerie di Porto. Come sempre, quando si rompe il silenzio stampa sui migranti, si tratta di un naufragio. La giornata di lunedì 13 luglio 2020 di Lampedusa si è conclusa a mezzanotte con 14 eventi migratori per un totale di 219 persone sbarcate sull’isola, secondo i nostri calcoli. Tra queste 219 persone c’erano anche i 17 migranti del naufragio per il quale la Guardia Costiera italiana ha, con evento memorabile che si suppone passerà alla storia, diffuso una nota stampa con tanto di video allegato (sotto).

I superstiti del naufragio sono entrati in porto alle 12:15 di ieri, 13 luglio 2020; primo evento dopo quelli di cui vi abbiamo dato conto e immagini per le prime dodici ore della giornata. Dalle immagini diffuse dalla Guardia Costiera non si evince altro che il soccorso a due persone finite in mare. Nessun dettaglio ulteriore sull’imbarcazione e sul perché 6 delle 17 persone che erano giunte fino a poche miglia da Lampedusa erano cadute in mare. “Intorno alle 10.00 un velivolo dell’Agenzia FRONTEX ha avvistato 6 migranti in acqua a circa 4 miglia da Lampedusa e, poco distante, un barchino con altre 11 persone a bordo“, recita il comunicato stampa della Guardia Costiera. Una premessa che racconta già molto sulla capacità di avvistamento che hanno i velivoli dell’agenzia europea per il controllo delle frontiere esterne ma che spiega poco sul perché il barchino sia arrivato fino a 4 miglia nautiche da Lampedusa senza incontrare alcun soccorritore prima. “Appena arrivata la segnalazione nella Centrale Operativa della Guardia Costiera a Roma – prosegue il breve comunicato stampa – è stata subito inviata la motovedetta CP311 di Lampedusa, che si trovava in zona in attività di pattugliamento“. Si conclude poi la nota diffusa ieri dalla Guardia Costiera con il merito dell’impresa: “I 6 naufraghi sono stati recuperati dai soccorritori marittimi presenti a bordo della motovedetta CP311 che ha successivamente recuperato anche le altre 11 persone che erano alla deriva sul barchino“.

La motovedetta SAR classe 300 della Guardia Costiera durante uno sbarco al molo Favarolo di Lampedusa nuovamente affollato di barchini dei migranti il 13 luglio 2020

Mentre si rendeva nota l’operazione di salvataggio in mare dei 6 migranti, con il comunicato stampa diffuse alle 4 del pomeriggio, rimaneva in totale oscurità la sorte di una barca con circa 57 persone a bordo, come affermato da Alarm Phone, alla deriva a breve distanza dalle acque territoriali italiane di Lampedusa; quindi anche dall’area SAR di competenza e responsabilità italiana. La barca, ferma a circa 24 miglia sud di Lampedusa, quindi oltre 130 miglia dal porto dell’autorità responsabile per l’area SAR in cui si trovavano – Malta – non risulta essere stata soccorsa, secondo le informazioni di cui disponiamo. Nella giornata sono infatti arrivati a Lampedusa in totale 219 migranti da 14 eventi, ma il più numeroso gruppo di persone su unica barca era di 42 persone. Sull’area sono passati velivoli di ogni sorta, inclusi ovviamente Frontex e la Ong Sea Watch con il suo aereo Moonbird. La Ong tedesca, ieri ha lanciato un tweet in cui affermava che il Moonbird aveva avvistato una barca con circa 50-60 persone – Alarm Phone aveva diffuso le coordinate della barca alla deriva – e che aveva allertato le autorità italiane e maltesi. Il tweet si concludeva con il solito imperativo: “it’s your duty to rescue immediately!. Ma oltre il dovere di salvarle immediatamente twittato ieri, nessuna foto della barca è stata diffusa dalla Ong che sia di mattina che nel pomeriggio è stata in volo con ore di ricognizione aerea.

La giornata non si è conclusa con il soccorso ai 17 naufraghi operato a 4 miglia da Lampedusa dalla Guardia Costiera dopo l’avvistamento dei sei uomini in mare effettuato dal velivolo di Frontex in ricognizione. A seguire sono arrivati altri 7 migranti a Lampedusa, presi mentre ancora a bordo del loro barchino e sbarcati al molo Favarolo (foto sopra). Poco più tardi, alle tre del pomeriggio sotto un sole cocente che alla latitudine di Lampedusa può causare gravi insolazioni ed imporre l’intervento dei medici anche per i rilassati turisti, a Cala Francese sono sbarcati in autonomia altri 11 migranti poi fermati in strada dai Carabinieri su segnalazione dei bagnanti. Inviata sul posto l’ambulanza dell’ASP 6 di Palermo cui fa capo il locale presidio sanitario, ai migranti sono stati forniti presidi per rinfrescare la testa prima di altri effetti collaterali dovuti al sole (foto sotto).

Migranti appena sbarcati in autonomia alle 15 del 13 luglio 2020 in località Cala Francese a Lampedusa

La raffica di sbarchi a Lampedusa non si placa e nel corso dello stesso pomeriggio arrivano in sequenza altri 5 migranti, poi altri 42, altri 17, 19, ed infine altri 40. Tutte le barche giunte ieri a Lampedusa pare siano partite dalla Tunisia con solo uomini tunisini a bordo. Il porto dell’isola è visibilmente trafficato per il gran numero di motovedette piccole e grandi, della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza, con migranti o con barchini al traino ed in alcuni casi con migranti ancora sui barchini al traino. Lo specchio d’acqua del molo militarizzato ed inaccessibile degli sbarchi si è nuovamente riempito di relitti malgrado la recente operazione dell’Agenzia delle Dogane per rimuovere le barche dei migranti che lo affollavano rendendo difficili anche le manovre di ormeggio per i guardacoste. In conclusione di giornata, a mezzanotte, al centro di prima accoglienza di Lampedusa c’erano 560 persone. La ristrutturazione dell’ex hotspot – definizione europea per quegli Hub che dovevano servire alla immediata ricollocazione dei migranti in Stati membri ma che non hanno mai prodotto nulla se non un immediato fallimenti comunitario – non è mai stata completata e, tra scheletri di padiglioni i cui lavori sono sospesi da lungo tempo e stanze le cui finestre vantano ancora l’affumicatura degli ultimi incendi, a Lampedusa la condizione è quella del “campeggio di prima accoglienza”, con materassi sul viale del CPSA e persone che cercano disperatamente un po’ d’ombra.

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