Notte di ricerche per 90 persone, tre cargo e niente motovedette

Ricerche condotte per tutta la notte da tre grandi navi della marineria mercantile a trenta miglia sud di Lampedusa coordinate da Malta ma nessuna traccia della barca con circa 90 persone a bordo che ieri sera aveva chiesto aiuto tramite la centrale d'allarme telefonica civile Alarm Phone

di Mauro Seminara

La richiesta di soccorso da parte di una imbarcazione con circa 90 persone salpate dalla Libia è stata diffusa ieri sera dalla centrale di allarme telefonico civile per i soccorsi marittimi. Alarm Phone aveva rilevato la posizione della barca e con un tweet ha dichiarato di aver informato le autorità marittime di Malta ed Italia. Le coordinate dell’imbarcazione in pericolo indicavano una posizione in area SAR di competenza maltese ma molto vicina a Lampedusa, circa 50 miglia a sud dell’isola pelagica italiana. Un paio d’ore dopo l’annuncio pubblico, a mezzo social, di parte di Alarm Phone, la competente Centrale di Coordinamento Soccorso Marittimo (MRCC) ha dirottato tre navi mercantili. La nave cisterna “Pyxis Epsilon”, battente bandiera maltese, e le due navi cargo con bandiera Antigua & Barbuda “Marina” e “Karina” sono state arruolate per l’operazione di ricerca e soccorso (SAR). Le tre navi erano dirette rispettivamente a La Skhirra (Tunisia), La Valletta (Malta) e Tripoli (Libia).

Per tutta la notte i tre mercantili hanno perlustrato un’area circoscritta a trenta miglia di media a sud di Lampedusa. La prima a fermare la propria corsa ed intraprendere la ricerca è stata la Pyxis Epsilon, mentre la Marina aveva superato richiesta ed area. Circa dieci miglia più avanti sulla propria rotta, la nave cargo Marina ha invertito la prua ed è tornata indietro affiancando la maltese Pyxis Epsilon in una ricerca concentrica con un raggio di circa cinque miglia. La Karina, che aveva subito risposto all’appello deviando la propria rotta, è stata l’ultima a raggiungere l’area indicata ma si unita anch’essa alla disperata ricerca del natante con circa 90 persone a bordo. Ancora alle sette del mattino le ricerche effettuate dai tre mercantili non avevano prodotto alcun risultato. Le persone a bordo dell’imbarcazione però, fortunatamente e malgrado il vento che nel corso della notte si è fatto più minaccioso, ancora questa mattina erano riuscite a mettersi in contatto telefonico con Alarm Phone.

Da Lampedusa, il cui porto dista trenta miglia dall’area in cui i mercantili giravano a vuoto in cerca del natante, questa notte nessuna motovedetta d’altura ha mollato gli ormeggi. Una SAR classe 300 avrebbe potuto raggiungere il punto indicato in appena un’ora ed essere prezioso ausilio nel caso in cui uno dei mercantili – giganti da 120 a 180 metri di lunghezza non esattamente ideali per un soccorso marittimo – avessero trovato la barca in pericolo. Soprattutto in considerazione dei due recentissimi episodi di Pasquetta e di ieri, 2 maggio. In entrambi i casi migranti si sono gettati in mare, a Pasquetta nel disperato tentativo di raggiungere la nave mercantile che non avrebbe prestato soccorso e ieri per non del tutto chiare motivazioni alla vista delle motovedette. L’episodio di Pasquetta, a differenza di quello di ieri, è costato la vita a sette persone – disperse – che si erano tuffate in mare, oltre ai cinque cadaveri che sono stati trovati a bordo e respinti in Libia come i 51 superstiti. L’Italia però non ha partecipato alle ricerche di questa notte, almeno non dal mare con le motovedette d’altura veloci di stanza nel vicino porto di Lampedusa.

AGGIORNAMENTO:

Alle nove del mattino la nave cisterna Pyxis Epsilon ha individuato l’imbarcazione a 30 miglia esatte dal porto di Lampedusa ed ha mutato il proprio stato in “SAR Maneovering

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