Sicilia, Zappulla contro Musumeci: “Smetta di giocare allo sceriffo”

Il segretario regionale di Articolo Uno attacca il governatore della Regione Siciliana Nello Musumeci asserendo che sta giocando a fare lo sceriffo. Pippo Zappulla: "Musumeci ha voglia di autoritarsimo"

L’emergenza sanitaria da Covid-19 ha accentuato la legittimazione di uso dei poteri regionali e comunali da parte di presidenti e sindaci chiamati ad assumersi responsabilità di salute pubblica. In alcuni casi, come Messina per il sindaco Cateno De Luca poi denunciato dal Viminale, le autorità locali si sono trovate in contrasto con il Governo centrale. Lo stesso sindaco di Messina aveva dato seguito, prima del deferimento all’autorità giudiziaria, ad un attacco che il presidente di Regione aveva mosso contro il Ministero dell’Interno circa i controlli sul transito marittimo verso la Sicilia sullo Stretto di Messina. Vari inoltre sono stati i governatori regionali che avevano invocato l’impiego dell’Esercito italiano per la vigilanza sul rispetto dei decreti della Presidenza del Consiglio dei ministri rilanciati con ordinanze regionali e comunali. In pieno conflitto di competenze tra Stato e Regioni e Comuni, dal Governo era stato ulteriormente certificato – con decreto legge – il diritto delle autonomie rispetto alle iniziative nazionali. In corso d’opera però iniziano ad emergere altri conflitti e riguardano le prese di posizione tra le opposizioni locali e le rispettive maggioranze in Consiglio regionale o comunale.

In questo frangente di crisi politica e rischio autoritario, una accusa, diretta, arriva dalla Sicilia al presidente di Regione Nello Musumeci. A muoverla è il segretario regionale di Articolo Uno, Pippo Zappulla, che punta il dito contro il presidente della Regione Siciliana accusandolo di “voglia di autoritarismo”. Secondo Zappulla, il presidente Musumeci starebbe approfittando della condizione emergenziale che stiamo attraversando per “nascondere le difficoltà politiche e tecniche a gestire la situazione sanitaria in Sicilia” e questo sarebbe per il segretario regionale di Articolo Uno “un sintomo inquietante dei veri principi ispiratori del suo pensare”. Zappulla non risparmia critiche severe verso il governatore ma anche, o soprattutto, all’indirizzo della alleanza di partiti di cui fa parte: “Anche se Musumeci è considerato un moderato è tutto inutile: il richiamo della foresta della peggiore destra italiana ed europea riemerge sempre, ossessionata dal volere limitare libertà democratiche con inaccettabili stati di polizia”. Chiara, con il riferimento alla “destra italiana ed europea”, l’allusione alla scalata al potere autoritario di Orban in Ungheria ed il silenzio-assenso della Lega alleata del novello dittatore europeo oltre che del governatore siciliano.

“Dal presidente della Regione Siciliana ci si aspetta che lavori in piena sintonia e sinergia con il governo nazionale, con le altre regioni, con i sindaci, in un costante e quotidiano rapporto di collaborazione e di confronto con tutte le forze politiche e sociali”, afferma Pippo Zappulla sostenendo la necessità di maggiore coesione nel fronteggiare l’emergenza sanitaria che investe l’intero Paese oltre che buona parte del mondo. “Questa si chiama democrazia”, ricorda quindi il segretario regionale di Articolo Uno ribadendo l’idea di un percorso autoritarista che invece starebbe seguendo il governatore della Sicilia. “E Musumeci – chiude Zappulla – si rassegni: si applica anche in questa fase. I cittadini, anche da casa, non consentiranno rigurgiti autoritari e fascisti”. Una affermazione, conclusiva, di Pippo Zappulla che suona un po’ come una chiamata alle armi in un momento in cui anche se di fronte ad una vera e propria svolta autoritaria del governanti sarebbe impossibile una vera e propria protesta. L’evocazione di “rigurgiti fascisti” mira probabilmente più al risveglio della popolazione – che in questo periodo è smarrita, confusa, e forse incapace di rilevare eventuali eccessi di potere mentre la fonte di maggiore minaccia viene identificata nel virus invece che nella politica – che alla reazione dei siciliani costretti in casa.

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