Aumento sbarchi, la bufala per elettori

Il leader della Lega va all'attacco delle opposizioni con i soliti tweet sul tema delle migrazioni ma omettendo i dati reali che stanno dietro l'aumento degli arrivi nel mese di gennaio 2020 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Una comparazione meteo e contesto tra i due periodi sfata l'allarme dell'ex ministro

Come è ormai noto ai più, se si toglie il tema delle migrazioni al leader della destra italiana si toglie anche la parola. Ma su cosa sta attaccando propaganda Matteo Salvini non è un tema da lasciar correre senza un minimo di opportuna attenzione. Secondo il segretario della Lega gli sbarchi sono aumentati del 700%. Un dato che, buttato così su un social, sembra la genesi di una invasione. Di fatto, l’aumento c’è stato ed il fattore moltiplicatore è pressoché quello lanciato con violenza da Salvini. Paragonando il numero di arrivi del mese di gennaio del 2019, quando il leghista era ministro dell’Interno, quindi al governo, con lo stesso periodo di quest’anno troviamo la crescita di cui parla Salvini: 1.275 nel mese di gennaio del 2020 contro 202 nel mese di gennaio del 2019.

Numeri che non suonano certo come un 700% da allarme invasione ma semplicemente mille persone in più. Cosa è accaduto e perché questa differenza, che nulla ha a che vedere con l’operato di questo o quell’altro governo, è facile da verificare. Nel mese di gennaio dello scorso anno, prendendo a campione le condizioni meteo su Lampedusa, isola italiana al centro del Mar Mediterraneo centrale e pertanto indicativa per tutta l’area interessata dalle rotte migratorie nordafricane, si può facilmente vedere che l’isola ha registrato temperature sensibilmente più basse, venti in media di 40-50 chilometri orari per buona parte del mese e rovesci temporaleschi, anche con qualche fenomeno intenso.

Le condizioni meteo atmosferiche e marine del gennaio 2019 rendevano impraticabile il Mediterraneo centrale e questo ha reso perfetta la coincidenza tra il governo di cui Salvini faceva parte e la drastica riduzione degli arrivi. La comparazione, consultando archivi meteo in rete – come potrebbe fare qualunque lettore o follower – tra gennaio 2019 e gennaio 2020 vede una media di 13 gradi dello scorso anno contro una media di quasi 15 gradi quest’anno, 25 chilometri orari di media vento nel 2019 contro 20 Km/h nel 2020, 16 giorni di pioggia lo scorso gennaio contro appena 7 di quello appena passato. Una nota va però fatta sul vento. La media è però un dato relativamente indicativo se si parla di vento. Nel corso di gennaio del 2020 solo per quattro giorni il vento ha superato i 40 Km/h e solo per dieci giorni ha avuto una velocità superiore ai 30 Km/h. Il risultato è di un mare meno agitato ed una condizione meteo giornaliera prossima a quella media aritmetica, visto che per 16 giorni il vento è stato sotto i 30 Km/h e spesso anche sotto i 20 Km/h.

Ben diversa è stata la media del gennaio 2019, dove per sei giorni il vento ha superato i 50 Km/h e per 12 giorni è stato sopra i 40 Km/h. Questo aspetto ha determinato un numero di barche in mare sensibilmente più basso nel 2019, con partenze praticamente impossibili. Ma non è l’unico elemento che l’ex ministro omette quando parla alla pancia e non al cervello dei suoi elettori. L’altro dato estremamente rilevante è infatti la guerra che il generale Khalifa Haftar ha dichiarato al governo di Tripoli il 4 aprile del 2019. A gennaio del 2019 gli scontri in Libia non erano drammatici come quelli della guerra – dichiarata tre mesi dopo il periodo preso in esame da Salvini – che si combatte in Libia nel gennaio del 2020. La bufala quindi consiste nel fornire un dato, reale e non falso (1.275 nel 2020 contro 202 dello stesso periodo 2019), senza ricordare che nel gennaio dello scorso anno non c’era una guerra in corso e nel gennaio di quest’anno non si è vista traccia di inverno nel Mediterraneo centrale.

Nel mese di gennaio del 2020, fortunatamente, forse anche grazie al tempestivo intervento della navi delle Organizzazioni non governative, contrariamente a quanto asserito da Salvini con il tweet in basso, nel Mediterraneo centrale non ci sono stati naufragi. Un naufragio di migranti si è verificato nel Mar Egeo, sulla rotta della Grecia. Invece, quando Matteo Salvini era ministro, nel gennaio del 2019, a fronte dei 202 migranti arrivati nel corso di tutto il mese in Italia, si è verificato un naufragio al largo di Tripoli in cui persero la vita 117 migranti. Oltre il 50% di quanti sono riusciti a raggiungere l’Italia. E questa, che potete leggere nel tweet che riportiamo in basso, è davvero e letteralmente una bufala pubblicata dall’ex ministro.

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