Sette vittime del naufragio di Lampedusa abbandonate sull’isola

Dal recupero degli ultimi corpi del naufragio del 23 novembre Lampedusa accoglie ancora le ultime bare in un magazzino del cimitero in attesa di sepoltura in cimiteri comunali con spazio e disponibilità - VIDEO

Una delle bare con i resti delle vittime del naufragio di Lampedusa del 23 novembre 2019

Nel piccolo magazzino del cimitero di Lampedusa, originariamente adibito a deposito attrezzi, ci sono sette bare sotto un dito di polvere. Si trovano da fine novembre, quasi tutte. Su una delle bare si legge chiaramente che contiene il corpo di un uomo ritrovato dalla Guardia Costiera il primo di dicembre. Tutti sono feretri delle vittime del naufragio occorso a Lampedusa il 23 novembre. Una tragedia che si è verificata, come la precedente, quella della notte tra il 6 ed il 7 ottobre, a poche bracciate da Lampedusa. Il 30 novembre, giorno del recupero di altri sette corpi adagiati sul fondo del mare, vicino il relitto della barca naufragata, sul camion con cella frigorifera che doveva trasportare le bare via nave a Porto Empedocle per poi dal porto agrigentino procedere verso cimiteri di comuni disposti ad accoglierli erano state caricate 13 bare. Poi un cambiamento di programma della Prefettura di Agrigento che ha disposto il trasferimento parziale. Cioè, soltanto delle bare per le quali era già certa l’ultima destinazione. Le altre sono state scaricate dal camion e riposizionate nel piccolo magazzino con condizionatori d’aria che negli anni a Lampedusa ha ricoperto funzione di camera mortuaria.

Da allora quelle bare si trovano li dentro, impolverate e con le mosche che gli girano intorno. Il piccolo magazzino è quindi pieno, inutilizzabile, ed anche il cancello che da accesso a quell’ala del cimitero di Lampedusa è chiuso. Davanti c’è il nastro bianco e rosso, ormai scolorito, che due mesi addietro era stato posto davanti l’ingresso per interdire l’accesso. Abbandonati, sia in mare, quando forse qualche aereo li aveva anche visti ma nessuno era poi andato a soccorrerli al largo ed in tempo utile, sia dopo la morte, quando i corpi ormai sfaldati che i sub hanno recuperato dal fondo del mare sono stati posizionati nelle bare che nessun cimitero ha ancora accolto. L’area cimiteriale di Lampedusa è piena all’inverosimile, ormai da anni. L’isola ha accolto vittime della tratta fino a completa saturazione di ogni loculo. Esaurendosi Lampedusa, il resto del Paese dimostra ancora una volta i propri limiti, strutturali ma anche morali. Nessuno cerca più le barche disperse in mare, nessuno accoglie più le vittime delle morali omissioni di interventi umanitari in mare.

Le immagini sono state realizzate domenica 26 gennaio 2020

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sostienici

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*