Mistero sulla morte di due USA americani in Germania

Trovati in branda nel pomeriggio di giovedì 9 gennaio presso la base aerea americana di Spangdahlem, in Germania, due giovani piloti statunitensi le cui cause di morte sono ancora chiuse nel riserbo dell'inchiesta che il Comando USA ha aperto sul caso

Militari americani nella Base aerea di Spangdahlem in Germania

La notizia è stata resa nota dal Comando della base americana in Germania venerdì 10 gennaio, l’indomani del ritrovamento dei due piloti deceduti. Due giovani piloti militari che alle 18:30, rende noto l’ufficio relazioni esterne della base aerea di Spangdahlem, non rispondendo alle chiamate dei superiori sono stati cercati negli alloggi dove sono stati trovati in fin di vita. Questo è il dettaglio che lascia intuire la nota stampa della base aerea americana precisando che “i soccorritori sono arrivati ​​sulla scena ed entrambi i piloti sono stati dichiarati deceduti intorno alle 18:50”. Venti minuti tra il ritrovamento dei due uomini, appena ventenni, che non rispondevano all’appello e la dichiarazione di decesso da parte dei soccorritori. Non è chiaro quindi in quali condizioni sono stati trovati i piloti e neanche le cause del decesso di entrambi.

I giovani piloti militari conducono vite estremamente sane, non fanno uso di droghe né eccedono in quello dell’alcol, soprattutto durante il servizio in base ed in un Paese straniero. Il Comando della base aerea americana che ricade nel piccolo paese di Spangdahlem, un borgo di quasi mille anime al confine con il Lussemburgo, nella parte centroccidentale della Germania, ha inoltre annunciato che l’episodio è sotto inchiesta e che ulteriori informazioni sarebbero state rese di pubblico dominio appena i fatti sarebbero stati chiariti. Dalla dichiarazione di decesso dei due piloti sono trascorsi quattro giorni, ma la base aerea americana di Spangdahlem non ha ritenuto di dover comunicare gli esiti dell’autopsia né di anticipare nulla circa l’inchiesta aperta sul caso.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*