DuemilaVenti di guerra

di Mauro Seminara

di Mauro Seminara

Ci siamo lasciati, prima delle festività natalizie, con un quadro che poteva apparire allarmistico ma che avevamo pronosticato con scientifica certezza. Una pausa forzata per Mediterraneo Cronaca, dovuta all’attuale impossibilità di informarvi 365 giorni all’anno come fanno i quotidiani che nei giorni di festa – e di ferie – riscoprono i precari e li mettono sotto contratto per il periodo di vuoto redazionale. Ci eravamo salutati con l’allarme turco, quello del Memorandum Libia-Turchia che forse prendevamo in considerazione più di quanto stesse facendo il governo italiano. Certamente più di quanto stesse facendo il popolo italiano, nella sua maggioranza, attento invece a fatti di nessun conto, come il leader del razzismo che si fa il selfie davanti il presepe, forse senza sapere che la scena rappresentata è la storia di una famiglia di migranti palestinesi non accolti e costretti ad un parto in una grotta adibita a stalla per animali. Ma anche gli schiaffetti sulla mano che il venerando Pontefice ha dato alla donna che gli ha quasi lussato una spalla rischiando di farlo cadere è stato oggetto di dibattito accanito in Italia. Infine la partecipazione della giornalista cittadina del mondo al festival di Sanremo ha tenuto gli italiani incollati sui social per sapere come va a finire la campagna sovranista della canzone italiana.

Argomenti ridicoli, pompati ad arte perché il torpore del popolo elettore non venga meno mentre i sovranisti del mondo dimenticano come e perché si era giunti ad una precaria pace militare nelle zone calde del pianeta. E mentre lavoravamo a che un giorno Mediterraneo Cronaca possa divenire la vostra prima scelta tra i quotidiani da leggere per scoprire cosa di importante accade intorno a noi e per le nostre vite, gli Stati Uniti hanno dato il via alla guerra in Medio Oriente con una esecuzione sommaria senza prove e senza processo di una delle persone più acclamate in Iran, la Turchia ha iniziato a spostare truppe a Tripoli, Luigi Di Maio ha scoperto che anche questa volta ha scelto un Ministero sbagliato rispetto alle proprie capacità, Haftar ha raggiunto la città strategica di Sirte, l’Iraq è divenuta il teatro della guerra del Medio Oriente, il Congresso americano sta tentando di togliere il potere di fare e dire fesserie al presidente degli Stati Uniti e L’Unione europea…rimane al caldo sotto le coperte, senza che i fatti elencati riescano a farle prendere una decisione circa la fatidica domanda “cosa vuoi fare da grande?”

I sovranisti conosciuti, in parte appena citati, hanno in comune analoghe fasi “A” e “B” della loro ascesa. Da Donald Trump a Matteo Salvini, i signori del populismo becero ed insensato hanno prima detto “prima noi”, poi hanno iniziato a parlare di guerra ai migranti, infine hanno prodotto più migranti e rifugiati di chiunque altro. Essi sono legati ai grandi dittatori dell’Africa e del Medio Oriente da analoghe idee circa la libertà del popolo, visto soltanto come una massa da spremere e da reprimere in caso di insurrezione. In Italia, l’uomo che aveva chiesto pieni poteri prima di suicidarsi politicamente a causa della propria incompetenza, quale primo atto di governo aveva privato il popolo del proprio diritto a manifestare con il carcere per decreto legge – poi convertito in legge – in caso di pretestuosi capi di accusa come il blocco stradale non autorizzato. In Turchia, l’uomo che i pieni poteri ce li ha già non ammette proteste nei suoi riguardi e circa 150 giornalisti li ha fatti incarcerare insieme a docenti universitari, giudici e qualunque altra figura professionale strategica che non si inchina al suo cospetto. Credo sia estremamente importante ricordare che, alla notizia dell’omicidio arbitrario del generale Soleimani, in Italia, l’uomo che ubriacato dal consenso e dai mojito chiedeva al popolo i pieni poteri, ha applaudito all’esecuzione sommaria che per il mondo intero è stata una gravissima violazione dei diritti fondamentali su cui si reggeva la precaria pace globale. Alla minaccia americana, ritirata dopo che all’ignorante d’oltreoceano è stato spiegato – dal Pentagono – cosa sono i crimini contro l’umanità, di distruggere siti di interesse culturale in Iran come hanno fatto altrove i terroristi dell’Isis, cosa seguirà? Una ruspa sulla cattedrale di Palermo perché all’origine era una moschea? La lenta e progressiva cancellazione della storia partendo da luoghi come il campo di concentramento e sterminio di Auschwitz-Birkenau, che tanto rallenta, con la propria esistenza, l’ascesa al potere dei nuovi nazisti e dei nuovi fascisti di tutto il mondo?

L’uomo forte non è quello che sa pigiare bottoni per il lancio di missili, o che sa fare selfie sulle ruspe, ma quello che sa risolvere problemi, anche evitando di causarne altri.

L’Italia, piena di basi americane e con un sovranista acclamato che mira al potere, è al centro del Mediterraneo che oggi è tutto un unico teatro di guerra. Respingere un barcone pieno di migranti indifesi e vulnerabili è facile. Respingere un attacco missilistico no.

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