Lampedusa rivive l’orrore del 3 ottobre, tutte donne le vittime recuperate

Camion da movimento terra scaricano bare al Molo Favarolo mentre il sostituto procuratore acquisisce atti per l'inchiesta alla Capitaneria di Porto di Lampedusa. Le salme delle 13 donne morte questa notte verranno temporaneamente accolte in locali della parrocchia

Foto d'archivio

di Mauro Seminara

L’ultimo aggiornamento sulle ricerche dei dispersi del naufragio occorso questa notte ad appena 6 miglia da Lampedusa vede salire a 13 il bilancio delle vittime accertate. Si tratta di 13 donne annegate a seguito del ribaltamento del barchino con cui circa 50 persone erano riuscite a raggiungere le acque territoriali italiane. Monitorate dai velivoli della missione europea che indicano la posizione dei natanti carichi di migranti ai libici quando questi sono ancora alla portata delle motovedette degli stessi trafficanti, i migranti sono naufragati quando davanti i loro occhi manovravano le motovedette italiane per fermarli per violazione delle acque territoriali e prenderli a bordo per ragioni di ineludibile sicurezza. Sull’isola sono adesso pronte le bare che dovranno accogliere i corpi delle 13 donne fino a questo momento recuperate. Non è presente però una camera mortuaria a Lampedusa. Le 13 bare verranno portate nei locali della Parrocchia di San Gerlando in Lampedusa, la “Casa della Fraternità”, che solitamente vengono adibiti ad attività ricreative e culturali. Non sarà quindi l’hangar dell’aeroporto, come nel 2013, ad accogliere le salme. Ma come nel 2013 si vedranno di nuovo bare su camion da movimento terra e situazioni poco degne anche dopo la morte.

Mentre sul Molo Favarolo venivano scaricate le bare da aggiungere alle prime quattro reperite sull’isola, il sostituto procuratore Alessandro Vella si è recato al comando Circondario Marittimo della Capitaneria di Porto di Lampedusa. Primo caso di naufragio ed inchiesta della magistratura per il nuovo comandante, Marco Ferreri, che da poco ha preso le consegne dal comandante Leandro Tringali. Il fascicolo d’inchiesta che la Procura della Repubblica di Agrigento ha già aperto d’ufficio questa notte, contro ignoti, vede l’ipotesi omicidio plurimo colposo. Atto e forma dovuta in caso di naufragio accidentale come quello occorso questa notte, ma che vede a margine l’ineludibile ipotesi di omissione di soccorso che la Procura di Agrigento dovrà obbligatoriamente vagliare. Questa mattina è stata effettuata l’ispezione cadaverica delle 13 donne morte questa notte a 6 miglia da Lampedusa. Non hanno ancora un nome le vittime e l’unica cosa che si conosce sulla loro identità è l’etnia subsahariana.

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