Da Cernobbio Mattarella detta l’agenda Ue anti-populismi

Il presidente della Repubblica italiana al 45° Forum Ambrosetti: “Coesione e crescita sono gli obiettivi ai quali guardare e il necessario riesame delle regole del Patto di Stabilità può contribuire a una nuova fase, rilanciando gli investimenti in infrastrutture, reti, innovazione, educazione e ricerca”

“L’avvio della nuova legislatura europea offre l’opportunità di poter definire un programma all’altezza delle aspettative dei cittadini europei espresse con il recente voto, all’altezza dei valori fondanti dell’Unione, per affrontare le sfide che abbiamo di fronte: cambiamenti climatici e demografici, rapide trasformazioni tecnologiche, tensioni politiche e minacce alla sicurezza”. Con queste parole si apre l’ingresso a gamba tesa che il presidente della Repubblica italiana, sempre poco esposto politicamente, lancia dal Forum Ambrosetti di Cernobbio al nuovo Governo italiano oltre che al citato nuovo corso europeo. Mattarella ha inviato al dott. Valerio De Molli, Managing Partner e Amministratore Delegato di The European House – Ambrosetti. Nel testo del messaggio del presidente della Repubblica sono molti i riferimenti a contenuti simbolo delle campagne populiste che hanno rischiato di trasfigurare in modo definitivo l’Unione europea: “All’Unione serve, in particolare, una stretta cooperazione tra istituzioni e Paesi per rilanciare l’integrazione, completare il mercato unico e rafforzare il pilastro sociale”.

“Coesione e crescita – prosegue il messaggio del presidente – sono gli obiettivi ai quali guardare e il necessario riesame delle regole del Patto di Stabilità può contribuire a una nuova fase, rilanciando gli investimenti in infrastrutture, reti, innovazione, educazione e ricerca”. Un’uscita forte, soprattutto per il profilo di Sergio Mattarella, che anche e soprattutto per le sue caratteristiche rendono la proposta di revisione del Patto di Stabilità ancora più incisiva all’indomani della formazione di un nuovo Europarlamento e di un nuovo Governo in Italia. L’esecutivo italiano sta inoltre manifestando la chiara intenzione di ricucire i rapporti europei dopo gli strappi causati dalla corsa a chi la sparava più grossa tra Salvini e Di Maio. Quest’ultimo, adesso ministro degli Affari Esteri, si dovrà misurare con sfide radicalmente diverse da quelle paventate sui social mentre Enzo Moavero Milanesi tentava di stemperare all’estero mettendo pezze qua e là.

L’Italia del nuovo Governo si gioca la credibilità smarrita ed ha deciso di farlo con gli ultimi due presidenti del Consiglio apprezzati in sede europea. Giuseppe Conte è stato infatti riconfermato a capo dell’esecutivo mentre Paolo Gentiloni non ha visto alcun dibattito sulla sua designazione alla Commissione europea. Tra Gentiloni e Conte ci sono stati “il bullo” Matteo Renzi ed il nazionalsovranista vicepremier Matteo Salvini, che contendeva la guida del Governo all’altro vicepremier – un tempo anti-euro ed anti-Ue – Luigi Di Maio. Per recuperare i rapporti incrinati, l’Italia pare quindi aver puntato sui più discreti ed eleganti presidenti del Consiglio degli ultimi anni. Ma non basta il ritorno alla pace interna in Unione europea per superare il pericolo rappresentato dall’avanzata dei sovranisti e dei populisti di basso retaggio. “Unitamente al rafforzamento del coordinamento delle politiche economiche, utili ad accompagnare le trasformazioni produttive e del lavoro, vanno fatti passi avanti per una fiscalità europea che elimini forme di distorsione concorrenziale e affronti, invece, il tema della tassazione delle grandi imprese multinazionali, per un sistema equo e corretto”. Questa la priorità tracciata da Sergio Mattarella e trasmessa all’Unione europea dall’apparente semplice intervento inviato al Forum Ambrosetti.

Ma il presidente insiste sul tema, come se non volesse correre il rischio che il messaggio giunga poco chiaro agli esperti di economia e finanza europei, siano essi direttamente attivi sul piano politico o meno. “In un contesto internazionale caratterizzato da crescenti rischi e incertezze – prosegue Mattarella – e dal rallentamento dell’attività economica, anche a causa di inappropriate guerre commerciali, soltanto un’Europa solida e unita sarà capace di contribuire da protagonista al governo dei grandi temi globali. Così come solo la riaffermazione di un multilateralismo fondato su regole condivise e l’apertura degli scambi potranno rilanciare la fiducia.” Ed il tema della “fiducia” del popolo europeo viene ancora accennato allusivamente quando il presidente della Repubblica chiude con il messaggio diretto rivolto al Governo italiano ed “sistema” economico-finanziario europeo: “L’Italia è chiamata a svolgere, in questo ambito, un ruolo di primo piano, partecipando con convinzione e responsabilità a un progetto europeo lungimirante, sostenibile ed equilibrato, dal punto di vista ambientale, sociale e territoriale. Mentre invio a tutti i partecipanti i migliori auguri di buon lavoro, desidero esprimere l’auspicio che il sistema economico-finanziario colga l’occasione di fornire il suo contributo a questa fase di rinnovamento del progetto europeo”.

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